Utenti connessi cada dia más freaky, pero siempre goreki
domenica, ottobre 31, 2004

 

Cielo grigiolino. Mica ravenna, no! Grigio d'aria pulita, un grigio  luminoso e bello , allegro. E onde bianche. Proprio bianche. 31 ottobre in spiaggia, in costume, a fare il bagno. In questo emisfero. Il  mio  mare. Sassolini tondi e profumati. Sassolini scomodi, per la verità.

Dovrei chiedere scusa ma non sono brava. Se una metà sta bene l'altra irrimediabilmente sta male. Se una metà sta bene  da sola . Ma davvero una metà sta bene da sola?? Ma davvero la rana pescatrice pesca? Ma davvero quello che provano gli esseri umani si può chiamare gelosia? Ma davvero?

 

postato da: goreka alle ore 19:44 | link | commenti (3)
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sabato, ottobre 30, 2004

 

Napoli. La città l'ho vista poco. Sono qui da tre giorni e vorrei essere altrove in realtà, quello che mi trattioene qui sono pensieri incrociati, l'indecisione, la stanchezza, la difficoltà di riprendere un viaggio  troppo  lungo.

Io lo so bene che i posti cambiano, cambiano i  luoghi  e qualche volta le persone. Ma credo che certe persone non dovrebbero fingere di provare le  stesse  cose quando invece sono cambiate, solo perchè non vogliono ammettere che la direzione del cambiamento non è stata intenzionale ma del tutto casuale e legata alle contingenze. Anzi. Sapete che succede? Poichè questo blog lo leggono tre, al massimo quattro persone, parlo della situazione  reale .  Parlo di me che avevo troppa voglia di tornare a napoli ed è inutile che stia a ripetere del legame terribile con questa città. Parlo del Freak, che è una delle due persone con cui ho parlato in questo mese passato lontano nelle brume della bassa padana, che parla parla parla e all'atto dei fatti è un'altra persona, che parla, o meglio parlava, non si sa perchè, come quella persona che conoscevo, eppure non lo è. Parlo di sensazioni di estraneità che mi provoca la foga di dimostrare quanto è cambiato quanto si condivide con altri  adesso o, forse, di dimostrare quanto  io adesso  sia fuori da tutto questo. E parlo della  MIA  difficoltà nello spiegare che mi dispiace questa estromissione dalle vite, ma anche che quello che contava per me era ritrovare un'oasi felice nei pochi,  pochissimi giorni che ho per svernare al sud, un'oasi che qui non c'è. Non c'è più. Chissà, forse mi da solo fastidio sentirmi come se disturbassi un'equilibrio, forse è solo una piccola fitta nell'orgoglio. O il redivivo pensiero malato che se non sei necessario a qualcuno non vale la pena dedicargli più d'una telefonata.

Vorrei la mia mamma.

 

postato da: goreka alle ore 11:02 | link | commenti (2)
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lunedì, ottobre 25, 2004

 

Ieri in treno tornando a ravenna:

<< Mi sta ricrescendo la frangetta. Le mie mani oggi belle. E lassatila abballari ca è tarantata. Mi sogno le lacrime agli occhi. Irreversibili. Quanto vorrei avere  quella  voce. Ma ho già  quel  piede e  quel  sangue e posso capine tutto. Perciò non voglio lamentarmi. Vorrei tendere le mani, alzare occhi lucidi e incontrare occhi che capiscano  tutto questo  e che si riempiano di lacrime allo stesso modo.

Adesso capisco  un pò  , cirù. Non c'è la voglia, soprattutto non c'è la forza e l'energia necessaria per iniziare un'altra persona al mistero della mia vita, della mia psiche, delle mie paure, dei miei limiti, della felicità che so dare. Troppe sensazioni da spiegare, troppo da insegnare, troppa applicazione nell'indagare se qualcuno possa anche vagamente capire e apprezzare quello che do. Meglio...meglio cosa?  Meglio  , così.

E prendo su il mio carrello di banalità reiterate fino alla nausea, di gonne fatte con troppa stoffa, di colori per capelli, di fughe-rinascite e fughe di pavimenti da lucidare, di sedute psico-introspettive, di persone viste una volta sola, di nottate di  parole  ...Prendo su, e vado via.

Giovedì sarò  A  napoli.>>

Ca ci è taranta lassala abballare / ca ci è malincunia minala fore....

 

postato da: goreka alle ore 18:11 | link | commenti (2)
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Questo post in realtà è di ieri.

<<Vabbò, scrivo adesso anche se posterò domani>>. Cioè adesso (che poi sarebbe ieri).

<<Ho rotto una collana stasera. Bisognerebbe rompere molte altre catene. Quando parlo di catene non mi riferisco solo al mio imbarazzante legame con tutti gli oggetti di  mia  proprietà. Intendo quei link che troppo spesso ti fanno rimanere attaccato, col pensiero e non solo, a una vita vissuta.  VISSUTA:

voce del verbo vivere

modo participio

tempo passato.

PASSATO.

Forse è un segno, la mia collana. Deve essere un piccolo furto alla catena degli eventi.

Oggi sono ancora a Modena. Ricordi, ricordi, ricordi. Ricordi? Si, ricordo. >>

 

postato da: goreka alle ore 17:42 | link | commenti
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venerdì, ottobre 22, 2004

 

Un ringraziamento speciale all'inimitabile Freak, che quando l'altro giorno m'ha chiamato e m'ha detto "HAI VISTO? E' CADUTO FIDEL!" mi ha fatto provare l'emozione più intensa degli ultimi mesi... :p

(L)

postato da: goreka alle ore 15:36 | link | commenti (2)
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Non provate a dirmi che frasi come  " ..la vita sfugge di mano, a un certo punto la perdi di vista e poi ti ritrovi... "  hanno un senso. Ma che volete ritrovare? Che volete  perdere ?

 ..ho giocato a vivere così

    bevendo il passato a sorsi brevi..

  Io sono felice di una felicità cresciuta poco a poco...

Ogni dolore superato è un piccolo furto alla barriera di negatività che addensano la nebulosa delle giornate. Ogni piccolo furto fa arretrare quel confine e se non porta allo scoperto gioia e serenità almeno ti lascia nella vita una lucina. Una luce neutra. Una  telefonata lunga  è un piccolo furto. La  solitudine a volte  è un piccolo furto. La mia canzone è un  piccolo  furto. Una luce neutra, come la luce di questa città. Qui non c'è il cielo, si vedono gli alberi, i palazzi in lontananza, tutto in un'opacità chiara, molto chiara. CHe fa quasi male agli occhi. Solo di sera si svela l'arcano, sotto ai lampioni e intorno alle insegne dei bar. Nebbia. Altro che poesia. Nebbia nelle ossa, nebbia in testa, nebbia alla finestra. E ho fatto una specie di rima ma non volevo. Davvero non volevo. Sono giorni in cui l'equilibrio non mi piace, le armonie mi scordano i pensieri e li irrigidiscono al di là dell'umano, adesso che davvero sono in uno schema non lo trovo rassicurante ma raccapricciante. Ho voglia di pensare quella confusione che smuove tutti i cassetti, fino al fondo, tira fuori tutto nel disperato tentativo di ricreare il caos primordiale per ricominciare tutto da capo. Per creare un(altro)schema nuovo. Voglio sentirmi di nuovo sbilanciata e instabile, appoggiata di lato alla linea sbavata delle intenzioni. Voglio essere un numero perfetto. Voglio una virgola e niente punti. Voglio una svolta, una capovolta, una giravolta un giro in tram e tanti saluti. Voglio un'aranciata, e voglio tornarmene a casa mia col  mio  cappello di feltro verde petrolio.

 ..grappoli d'uva formano raduni ovali..

 

postato da: goreka alle ore 15:22 | link | commenti (4)
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mercoledì, ottobre 20, 2004

 

Beh si, shawerma in effetti....solo che siamo in pieno Ramadan, caro freak.... Io mangio bureq a tutta forza...dovresti farlo anche tu, in attesa di dicembre :D

Il post dell'altro giorno, a proposito della tarantolata, è orribile! Scrivo l'originale, come l'avevo buttato giu la mattina appena sveglia, così si capisce perchè è tanto orrendo rispetto alla realtà e perchè mi sento ridicola:

 <<Lei aveva capelli lunghissimi e neri, un fazzoletto in testa come le contadine d'inizio secolo, o una raccoglitrice di tabacco. Era tutta rossa in viso, sudata, le labbra evidentemente arse...e una luce negli occhi tutta presa da bagliori lontani, assente. Seguiva i suoni. Gli andava dietro come un gatto farebbe con le mosche, senza vedere dove cade, guarda per aria e sembra che non ci sia niente, sembra che guardi e segua il vuoto, e invece...E invece.     Lui non lo ricordo, doveva essere nè giovane nè bello, ma volteggiava intorno a lei e alla gonna lunga, la guardava incantato, e tendeva le braccia come chi vuole difendere un tesoro o tenerlo tutto per sè.    Intorno i suoni. Altri occhi per aria, incantati, un tamburello che si insanguina man mano, sangue fresco alle sette del mattino su sangue secco, vecchio, antico. E' lo stesso sangue che corre ancora forte e bolle nelle vene dei danzatori, è lo stesso sangue del cerchio intorno, una ventina di persone senza età, senza nomi, senza tempo. Tutto un unico sangue, davanti alla fontana della piazza grigia. Tufo e sangue. Suoni e vita. Passato prossimo e remoto che si confondono nel rito fantastico e doloroso. E' sempre la taranta. A volte torna. Fa male. Prima c'è la noia e la sofferenza. La danza è il rimedio e il rimedio è liberazione ed è piacevole. Ma il rimedio ha un motivo e il motivo è sempre un dolore. La taranta è tornata, perchè non sto bene e ho bisogno della cura, dei suoni.

Mi sono svegliata, ho trovato negli occhi questa immagine. Non è un ricordo, è proprio una fotografia mentale, un filmato registrato e ben custodito. Erano le sette di mattina e la festa andava avanti dalla sera prima. In un paesino del Salento. Ormai senza nome perchè un nome che senso ha? Migliaia di persone che non avevano capito bene..migliaia verso casa pensando che tutto fosse finito. E il  senso  della taranta rimasto lì, alle sette del mattino, in mezzo a una ronda con una danzatrice sfatta e spettatori sfatti e infreddoliti e la regina era lei.

Mi sono svegliata alle 7 in punto e oggi c'è lo stesso freddo secco di allora. Sono altrove ma ho avvertito lo stesso dolore, lo stesso di quel giorno. E poi  lei  è arrivata.

Abballati tutti quanti abballati forti

ca la taranta è viva

ca la taranta è viva

ca la taranta è viva e non è morta... >>

 

Benissimo. Ora mi sento molto più ridicola di prima ma con una delle mie sensazioni di sospensione...sospesa! Terminata davvero. E' bello sentire di aver chiuso un cerchio, ogni tanto. Anche se è un cerchio piccolo.

La prossima settimana finalmente torno a napoli. Ravenna è unmida e la odio ogni giorno di più...

La filosofia sono io, è vero. Quando cerco il modo di eliminare i miei schemi e mi chiedo che senso abbiano, quando cerco di dargli  io  un senso perchè ormai gli schemi ci sono e non riesco a mandarli via. IO non voglio uscire dalla mia vita, vorrei che la mia vita si adattasse un pò più a me.

 

postato da: goreka alle ore 14:27 | link | commenti (3)
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mamma mia che voglia!!!!! a presto ora devo scappare...ciaux

Freak

postato da: everfreak alle ore 13:15 | link | commenti (2)
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lunedì, ottobre 18, 2004

 

La mia storia è bellissima. In fondo.

E il mio blog ha un bel carattere.

 

postato da: goreka alle ore 17:21 | link | commenti (2)
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Lei ha i capelli neri, lunghissimi e scompigliati, tenuti a bada da una spessa fascia nera. Ha il viso rosso, è sudata, le labbra arse. Lui non è giovane nè vecchio, nè bello nè altro, ma sembra che voglia seguirla nel volteggiare disperato della gonna, e le tende le braccia come per proteggerla, o per prenderla. Sono le sette del mattino e il ballo va avanti dalla sera prima. Intorno non più d'una ventina di persone. Una voce che prega S. Paolo. E un tamburello, rosso di sangue secco, che chiede sangue fresco e diventa rosso vivo. Intorno occhi, occhi che inseguono il vuoto. Apparentemente. Sono i suoni. Non si vedono, ma li senti, e ti viene di seguirli e inseguirli, per questo sembra che tutti guardino il vuoto. Occhi per aria. Occhi in cerca di suoni che piedi smaniosi già seguono a tempo sul selciato bianco. Il selciato è quello della piazza, davanti a una fontana, la piazza di un paesino del Salento. Sullo sfondo la grande chiesa grigia. E' il risultato della notte, è l'espiazione, la fatica del rito necessario e doloroso. La taranta arriva...e bisogna cacciarla via. La taranta fa male. Ma non muore mai. A volte si stanca, e allora ci si riposa. Ma prima o poi, ogni tanto, torna.

Questo è quel che ricordo. Questa è l'immagine che mi ha svegliato questa mattina, tra il sonno e la veglia. Non era un sogno. Era un'immagine ferma negli occhi, una memoria che non è un meccanismo mentale ma uno scherzo del cuore. Memoria di una scena che forse non ho visto allora ma mille altre volte, con molti altri volti e altri occhi.

Questo volevo scrivere l'altro giorno, questo mi ha svegliato. Questo mi ha portato verso quella gonna rossa, di cui non potete immaginare la bellezza e di cui non ho una foto non servirebbe... La taranta è tornata. Questo è tutto.

Questo: aggettivo dimostrativo, maschile, singolare.

Io non faccio nessuna fatica, non c'è nessuna intenzione quando le mie foto vengono brutte.

Abballati tutti quanti abballati forti

ca la taranta è viva e non è morta

 

postato da: goreka alle ore 17:16 | link | commenti (1)
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sabato, ottobre 16, 2004

 

 Un fatto che ha dell'incredibile . Quante volte al giorno lo dicono i tg??? Bah, che noia. Qui non molto ha dell'incredibile...ma ho una gonna nuova, rossa. BELLISSIMA. E ho anche qualcosa da scrivere riguardo alla gonna, al rosso e al ballo....solo che ora non ho tempo.

Un saluto speciale alla fantuccia (k).  E a poto, naturalmente.

postato da: goreka alle ore 16:26 | link | commenti (3)
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venerdì, ottobre 15, 2004

 

Uhm.. Nel mio edit space c'era una "ca". Nel senso che ho aperto e ho già trovato questa sillaba. L'avrò scritta io in un impeto di follia? E poi per cosa starà "ca"??? Caspita? Cavoli? Caggia fà?

Bah, potrebbe essere qualunque cosa. Intanto corro su e giu', corro, corro. E stamattina finalmente il mio ritmo circadiano è tornato al suo posto. MI SONO SVEGLIATA TARDIIIIIIII    :D

E mò non ho tempo....

Il freak è vivo, e presto darà sue notizie...direttamente dal suo mega-attico con vista capri.....mammamà e com'è tornato viziato....ma basta, se no poi quando torna si arrabbia...

 

 

postato da: goreka alle ore 10:51 | link | commenti (3)
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giovedì, ottobre 14, 2004

 

Vabbo', ma tanto io mica mi prendo sul serio.

 

postato da: goreka alle ore 16:33 | link | commenti (4)
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Dalla settimana prossima potrei essere disoccupata. Attualmente, sono quella che in gergo chiamano precaria . Siamo un popolo numeroso. E presto saremo in sciopero...ma sciopero de che' se non ci abbiamo un contratto??? Quando ho chiesto alla segretaria del mio istituto quando dovevo passare per firmare il contratto (che comunque dovranno farmi, anche se mi licenziano causa esubero personale...) lei mi ha detto tre parole: Càvatelo.

Dalla.

Testa.

Qualcuno parla il romagnolo??? Grazie.

Oggi comunque ero libera, così sono andata in centro a guardar vetrine, per dare un'occhiata in giro e farmi un'idea sui possibili regali di natale. A me dei regali mi frega un piffero, solo che le temperature e il tempo qua fanno pensare proprio a quello. E perciò io mi adeguo. L'adeguamento fa sempre parte dello schema e io perciò mi sento sicura. Mi sento sicura quando mi adeguo alla disoccupazione generale. Mi sento sicura quando mi adeguo alla tendenza al conseguimento tardivo della laurea. Mi sento sicura quando rientro nel numerone di scippi e borseggi del mio quartiere. Insomma, rientrare in una categoria grossa ti fa sentire più forte, più sicuro. Mai più scemo, perchè quando gli scemi sono in numero maggiore degli altri la fanno da padroni. Dovrei adeguarmi anche nel voto alla maggiornaza eh?! Alle prossime elezioni.

E beh. Dopo settimane di insonnia la notte scorsa mi sono persa il dibattito bush-kerry. Uh che dispiacere. Stasera mi faccio proprio un ricco pollo al curry, con un sacco di patate tagliate sottili sottili. Mi manca il burro per fare la baklawa ma vado a comprarlo subito perchè io dopo il curry voglio il dolce e stasera come dolce voglio baklawa. Uff. Sto diventando una botticella. Da intendere come "relativa a botticelli". Massiccio, eh?

Adeu. Forse la dovrei smettere di scrivere tutte le bippate che mi passano per la testa..mi capita una cosa strana: passo le giornate a rimuginare discorsi di senso compiuto, anche non complicati, riflessioni interessanti (tse!) talvolta interessate, purtroppo mi limito a questo perchè la mancanza di interlocutori nelle immediate vicinanze ne mina definitivamente la comunicabilità perchè io quando penso una cosa se non la dico subito non me la ricordo più. In testa non ci rimane. Neanche incollata. Vah che sfiga: io non solo non ricordo quello che studio, quello che pensano gli altri. Non mi ricordo manco quello che ho pensato io. Memoria a breve termine? Mah. Fatto sta che il mio blog è una marea di cagate. Che poi lo sarebbe anche se scrivessi tutto quel che penso seriamente. MA perchè mi devo perdere proprio adesso che mi serve il burro?

postato da: goreka alle ore 16:30 | link | commenti
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mercoledì, ottobre 13, 2004

 

Questa mattina la temperatura era 10gradi. 10gradi. Cioè, un caldo infernale rispetto ad adesso: 6 gradi. Il mio frigorifero è puntato a 5 gradi. Direi che ho dato numeri sufficienti. Ora gli do' anche una motivazione: fa talmente freddo che le dita ops pardon i diti si sono incrocchiati e non riesco a scrivere bene. Perciò oggi scriverò ancora meno perchè sarò più lenta.

Ancora non riesco a dormire bene qui. Perciò la notte devo alzarmi di continuo. E allora, per evitare di pensare, mangio. Dovrò pur passare il tempo in qualche modo. Menu della scorsa notte: funghi ripieni della sera prima, peperoni fritti del pranzo, rimasugli vari di fusilli alla siciliana. Il tutto ben riscaldato.  Stamattina ho fatto un pò tardi a scuola. Ma la colpa era del freddo :|    

BBBBRRRRRRRR.

Io me ne tornerei a napule...

 

postato da: goreka alle ore 16:52 | link | commenti (2)
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martedì, ottobre 12, 2004

 

Appena uscita da lavoro. E vabbo', lo confesso, sono una   maestra .  O meglio, una teacher . BBRRRRR che brivido (negativo) a dir 'ste cose.... Ma almeno mi pagano. Che dire...e infatti non dico niente perchè sono troppo stanca e  qua  internet costa troppo.   Per  qua  intendesi   ravenna  :(

Stamattina pensavo che certe volte ho sempre voglia di dormire, certe altre non riesco a chiudere occhio. Direte, bella. Ah bella si! Perchè l'altalena e' completamente indipendente dal grado di stanchezza e distruzione fisica e mentale. Insomma, il mio organismo ormai non riconosce neanche più i suoi propri medesimi messaggi.   E dovrei capire qualcosa di più io??? Ma va....

 

postato da: goreka alle ore 16:58 | link | commenti (2)
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domenica, ottobre 10, 2004

 

..la sua gioia elementare.....l'esaltazione del presente, di un amore che ancora non ti ha chiesto niente. Niente da sacrificare.  L'inizio è sempre una promessa, tutte le possibilità sono aperte. Ma che succede quando sembra che rimangano a disposizione solo le possibilità negative? Che fine fa, in un rapporto, la fantasia......e l'ottimismo? Dove annega la positività? Io mi faccio travolgere sempre e solo dalle ondate negative, dice. Io, dico, mi faccio travolgere da quel che c'è.

Questo volevo scrivere la scorsa notte, verso le quattro, quando mi sono svegliata....e poi riaddormentata.  Adesso parto. Domani mattina si lavora.

Piccoli fans.

Io li preferirei steroidei.

 

postato da: goreka alle ore 17:50 | link | commenti (4)
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sabato, ottobre 09, 2004

 

Conclusioni della notte insonne:   IO  sono quel faccio. Ho bisogno di avere qualcosa da fare per sentirmi un essere di senso compiuto. Un essere con un senso almeno, anche un senso in fieri. Ma con uno scopo, un'occupazione. Sarà che avere la mente impegnata distoglie dal pensiero circolare folle color metallo freaddo che si attorciglia intorno all'inutilità di una conclusione già manifesta.  Avere qualcuno da accudire, qualcuno a cui pensare, qualcuno a cui essere indispensabile... o qualcosa da fare e basta. Qualunque cosa sia. Qualcosa che   sai     fare, qualcosa che   riesci   a fare. Un'attività che allontani per un pò lo spettro dell'inadeguatezza, del non-so.  Sentirsi definiti in un ruolo. Entrare in uno schema. E' così  rassicurante  lo schema.

Purple rain...purple rain...

Evviva la carta igienica morbida.

 

postato da: goreka alle ore 09:53 | link | commenti (3)
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venerdì, ottobre 08, 2004

 

Mi sono ammalata.       I bambini pechinesi centrano in qualche modo.     Ni-ha-o.      Anche se non si scrive così.    Sarà la febbre.        Il freak è a ischia per un week end lungo tutto spesato da non so chi forse una casa farmaceutica ma comunque non so quale.        Devo tornare a ravenna e soffro troppo all'idea.    Almeno mi scendesse la febbre.    mah.      AAAAAAHHHHHH MA PERO'.         Ma pero'?         Eh, ma pero': ma però  ieri sera mentre stavo morente nel letto sommersa dai fazzolettini usati all'improvviso dalla finestra mi giunge un suono vagamente familiare   .....   chitarra-flauto-tamburello-e-voce questa volta solo per me.        EEEEEEHHHHHHHH.         Le soddisfazioni nella vita.       O  della  vita??

 

postato da: goreka alle ore 13:46 | link | commenti (2)
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martedì, ottobre 05, 2004

 

AAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH sono tornataaaaaaaaaaaaaaa.

Cioè, in realtà non sono tornata da nessuna parte. Tutt'altro, sono emigrata. Si accettano scommesse per indovinare dove mi trovo adesso......Posso dire intanto che il freak si è stabilito nella nuova casa e sta troppo un amore. Io ho tre nuove coinquiline, tutte colleghe di lavoro. Ah, perchè ho anche un lavoro. Le coinquiline sono gentili e ospitali, e anche cinquantenni. Beh. Che mica si può avere tutto dalla vita. Per quanto riguarda il lavoro...dico che sono uscita mezz'ora fa, da questa mattina, che sono distrutta e odio i bambini. Fate un pò voi.

Do il bentornato al riley, che ha fatto le vacanze più lunghe della storia. Adesso si ricomincia.

Alèèèèèèèèèèèèèèèè.

 

postato da: goreka alle ore 17:40 | link | commenti (6)
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