..migas y pestañas..
Passo la vita a rincorrere...sto sempre rincorrendo qualcosa, un lavoro, un sogno, una persona...per poi lamentarmi d'esser stanca e annoiata, di avere solo il week end libero, di non avere più sogni, di parlar sempre delle stesse cose. Allora per distrarmi comincio a rincorrere qualcos'altro, un gattino da portare a casa, il motorino, il viaggio perfetto, finendo per non sopportare la lettiera da cambiare, le guerre per il petrolio che fomentiamo, le attese ai check in.
Non ho più energie, e perciò non correrò neppure, così nessuno potrà rincorrermi.
Qui i cani sono felici. Questo rimarcare sempre il QUI non è per sottindere che ci sia un altrove connotato da qualità negative, un altrove rispetto al quale il qui sia migliore. E' solo per ricordarmi che non sono altrove, ma esattamente qui.
Se scelgo la panca di pietra sporca di terra e sabbia invece della nuova panchina di legno è perchè posso incrociare le gambe e stare più comoda. Sono convinta che parlare per opposizioni, per contraddizioni, rafforzi le affermazioni. Sono una che ha bisogno di sostegno, e se lo dà.
Il bambino biondo che mezz'ora fa correva in circolo rincorso da un cagnolino nero nero e giocherellone sta ancora piagendo rumorosamente. Ma cosa ti aspetti da una domenica pomeriggio assolata?
E se scelgo di sedermi su una panca di pietra sporca e polverosa lungo un paseo secondario non è per darmi arie da solitaria, ma per starmene un pò da sola.
A certe ore il vociare dei bambini non è molesto. Sarà perchè oggi l'aria è calda, e qui il freddo cede il passo all'estate senza mezze misure. Sarà allora il caldo palpabile che sfigura le distanze e qualche volto, riflesso tra le papere nel laghetto artificiale, con un campanello e una canzone una sorpresa a far da cornice romanzesca. Ci sono, ci sono cose che si apprezzano solo da soli.
Si ricorda che chi si trova invece solo temporaneamente all’estero per motivi di studio, lavoro o turismo, non puo’ votare per corrispondenza ma solo tornando in Italia e recandosi al seggio del suo Comune. Puo’ fruire delle agevolazioni tariffarie che, in occasione delle consultazioni elettorali, vengono applicate dagli Enti interessati (Trenitalia, Societa’ Autostrade e Societa’ Trasporti Marittimi), limitatamente al territorio nazionale dal varco di frontiera alla localita’ del seggio.
C'è davvero qualcosa che si perde e non si ritrova perchè quando incominci ad accorgerti che manca e lo cerchi è già passato l'attimo. Ci sono molte cose che ho perduto. O, meglio detto, son molte le cose che ho perduto, perchè non ci sono più.
lunedì, marzo 21, 2005
Ho rischiato di perdere emozZioni, parole, tremori, momenti senza respiro. Ho rischiato di non sapere quanto ero importante. Non si devono correre certi rischi, chè non ci resta altro...se ricevi parole emozZionanti, cominci a pensare che non avresti mai rinunciato a leggerle ed ascoltarle, se solo avessi saputo...che erano lì, erano sempre state lì. E allora non conta il tempo. E questi pensieri e discorsi sempre più contorti...per colpa del sangue che scorre più veloce, della primavera che sta arrivando anche se oggi c'è brutto tempo, colpa della taranta che si riaffaccia all'anima, di tutte le persone che esistono al mondo e delle persone che, anche se per poco, esistono solo per me. Oggi sono il centro del mondo.
L'ho ritrovato, non me lo potevo tenere. Dev'essere ancora vero.
Scusate, io avrei da fare una denuncia alla RAI.
Siccome sono all'estero e non ho il satellite, sto guardando il confronto Berlusconi - Prodi sulla web della rai, è in diretta. E io in diretta lo devo dire: sarà pure una sindrome mia, ma ho tanto l'impressione che quando parlano Berlus e Napoetana la linea va un amore, le domande di Sorgi e le risposte di Prodi, invece, proprio non c'è maniera di seguirle, improvvisamente, magicamente, quando Prodi apre bocca la linea va via. Io finora ho sentito parlare solo uno dei due. D'accordo che anche a sentirlo senza la linea disturbata magari il risultato di noia e lungaggine sarebbe lo stesso, ma almeno poterlo dire con cognizione....
Che faccio, torno?
Questa era per ieri, 10 marzo.
IL 10 marzo 1959 il Dalai Lama Tenzyn Gyatso, massima autorità spirituale e temporale del Tibet, fugge in esilio in India insieme a centinaia di migliaia di tibetani (non solo monaci), in seguito all'occupazione cinese del Tibet. Dopo 47 anni, i cinesi continuano a distruggere i monasteri, a uccidere e torturare i monaci. Il Tibet è uno dei troppi paesi al mondo dove non c'è alcun rispetto dei diritti umani.

I Tibetani che vivono oggi a Barcellona sono 45.
Ovviamente, chiedono che il mondo rivolga gli occhi anche a loro, ogni tanto. Perchè la loro cultura e il loro popolo non spariscano nel nulla, fuori dall'informazione e fuori dalla storia.
Per non dimenticare.