..migas y pestañas..
La storia siamo noi...siamo noi bella ciao che partiamo...
così. A barcelona c'è una piadineria romagnola. (Ma che fai pubblicità ora?) Non faccio pubblicità, sta alla barceloneta, andateci che la piada è ottima, nonchè unica a bcn, e la musica pure, io ci vado a mangiare la piada, a leggere il corriere e a sentire guccini, rino gaetano e cccp (aspettando la fine del mondo?) Insomma, vado a fare la seduta fine settimanale di nostalgica. Oggi si festeggiava anche. Più nostalgica che mai, bertinotti presidente della camera dei deputati (tutto minuscolo, perchè io non ho votato, questo già delegittima ai e per i miei occhi la sgarrupata assemblea) me hace ilusion. Come pure mi piace assai vedere nei banchi del parlamento vladimir luxuria e francesco caruso. Mi diverte questa nuova facciata, wladimiro pure mi piace. Caruso un pò meno ma non credo si sia portato pietre a roma. E verimm a vrè. Ieri sera mi sono addivertita assai a vedere il circo a palazzo Madama, Madama si con la maiuscola, ma che volete capire.. (ma quale circo? era il senato!) Statti zitta tu, lo so che non c'erano i nani ma ho visto i clown (quelli erano pagliacci..) e pure il senatore più vecchio del mondo. Son cose. Era il circo, si, si. Ho visto anche volare i pop corn.
(Saco un papelillo..
)
Per tornare a casa da lavoro devo attraversare parte della rotta tradizionale del turismo cittadino. Il casc antic, la cattedrale, la plaça del Ajuntamento, il museo Picasso. Per evitare le ordate di guiri selvaggi io ho il mio percorso fatto di vicoletti-piccionaia, tra palazzi cadenti e sfasciati, tra i negozi di artigianato dei vecchietti seduti sull'uscio a intrecciare vimini, che ti salutano sospettosi ma gentili bona tarde e la terza volta ti sorridono addirittura. Faccio l'ultimo tratto di strada saltellando tra le pietre lisce e scivolose del passeig dove ieri giravano una scena di non so che film. Corro al portone perchè non mi chiedano informazioni e me lo chiudo alle spalle come una liberazione, e mi sento un pò l'abitante di un pianeta invaso ma che prima o poi libereremo.

Cambiamenti si profilano all'orizzonte. Non grandi, ma cambiamenti. Lo dico nel giorno della vittoria contro l'oppressore, una vecchia, non quella nuova. E però sempre vittoria. Si potesse imparare qualcosa dalla storia, e dai nomi. Si potesse saperla, la storia, per impararne. Lo dico nel giorno del sole ritornato, nel giorno di una camicia rossa, giorno in cui i portoghesi miei vicini di scrivania non festeggiano e lavorano molto più di noi. Senza sosta, senza tregua. Lo dico con una bottiglia d'acqua piena accanto al letto, una accanto al divano e una sulla mia mesa a lavoro. Non bevo, questo è male. Ma neppure mi bevo le frottole. Cambiamenti, già questo vuol dire che sarà qualcosa di grande. Lo dico nel giorno del sole ritornato, poco dopo il giorno della rosa che dovreste vederla barna in quel giorno è uno spettacolo per gli occhi e per il cuore. Più che mai. Lo dico nel giorno di un amico ritornato e dell'abbraccio e mi hai portato un pò di sole e dell'amico che presto tornerà. Lo dico nel giorno poco prima della partenza, poco prima della sfida e del pavore, con astor piazzolla in sottofondo e petali rossi di rosa ancora sparsi per casa. Come pezzi di cuore da riunire, come i pezzi di cuore sparsi un pò dovunque, nel mappamondo, che danno un pò senso a questa musica struggente, che, por cierto, andrebbe ballata con una rosa tra i denti.
Buona liberazione.
Volevo scrivere un post sul 25aprile, ma mi dico: su cosa del 25 aprile? Si scappa forse da un paese liberato? Y fijandome..mi sono accorta che vorrei scrivere di un altro 25 aprile, con i garofani, certi garofani che sanno molto meno di cristiani ma molto più di democrazia e voglia di libertà. Il Portogallo. Che strano paese. Mi sono anche accorta che non devo essere un'autorità ragion per cui cosa volete che scriva se nessuno mi farà caso? Un pò d'amor proprio, per dindirindina. Dico, una che il 25aprile lavora e che le salviettine struccanti le usa per pulire i posacenere...
Così, oggi lavoro. Così, qui non si festeggia una cippa di nulla. Così, forse farò un corso di italiano. Così, devo correre se no faccio tardi pure oggi che è festa.
Scuorno infinito.
<< 12sett05.12.53
Strano è non riconoscere la trama e la consistenza. E immaginarsi la temperatura della pelle ed essere forte. Perdere un proposito solo per metà, giusto il tempo di intuire che puoi tremare, che si, sei capace...e vacillare, e restare appesa, pericolosamente...con tutta la voglia di cadere ma questa volontà autolesionista più forte di tutto...in nome di un'obbedienza che non ha più nome, che non si chiama più amore e neppure bene, e che non è ossessione ma solo ricordo, solo una scena a colori con gli orecchini di vetro e voglia di ballare...con parole a fluttuare nell'aria...a rimanere incagliate nei sonagli o nei piedi o nel legno di bosso che tiene il tempo perfettamente...e immaginarsi in nessun tempo finito. Ho voglia di me, di essere ancora e sempre io e se per caso sento questa parola nel vuoto intorno...io...chè detta da altri non mi fa senso eppure se la penso, io, posso sentirmi amata, ripensare che mi voglio bene e aver voglia di dimostrarmelo...chè non sono soltanto un pacco incartato da aprile a natale...sono io. >>
Mah. Tonterias q se sacan, de vez en cuando..
Rieccomi. In realtà non mi sono mossa da qui.
Se qualcuno sta ancora studiando, qualunque cosa, sappiate che vi vendono fumo. Che si foss e chill bbuon manc nient foss, ma che ne vuo fa ro scurpiglion. (Licenza poetica).
Dicevamo, son tornata. Voi l'avete vista questa?

Se qualcuno guarda ancora la tv facitem sapè.
Scusate, quando mi arrabbio mi viene da parlare in lingua madre. E' che io dovevo studiare veterinaria.
Beh, qui va così: volevo guardare il tg per vedere cosa succede in Spagna. Jo, vivo in Spagna vorrò ben sapere cosa succede qui. Ebbene, primo telediario:
diretta da Roma, attendiamo il responso (con vago accento andaluz!). Mah. E la primitiva?
Ok, proviamo con un altro (IO non faccio i nomi delle tv eheheeh):
diretta da Roma, col fiato sospeso aspettando di sapere chi e se potrà governare el infierno de Europa (castellano puro e duro). Ma non c'è un pò di Salsa rosa? Uix.
Terzo e, giuro, utlimo tentativo, tele locale:
estem aqui en directe dice una inconfondibile voce catalana, e non stavano certo riempendo l'album delle figurine quando hanno nominato Berlus...
Vorresti, caro Paese, lasciarci un pò in pace?
E su.
L'armadio traballava. Per bloccarlo, gli ho messo una bustina di tè alla cannella e pepe nero sotto la gamba.
E ora a studiare, davvero.
Lei: Dai, su, scrivi
Io: No, oggi non ho voglia. Ci sono giorni iun cui me da por escribir, por contar cosas.. e giorni che no.
Lei: Ti aiuterebbe, invece. Chiariresti qualcosa..
Io: No, Le cose che scrivo le penso comunque. Quando non le scrivo ci sono lo stesso.
Lei: Ah.
Io: Dovrei rileggere Freud, piuttosto.
Lei: Dovresti leggerlo.
Io: Dovrei? Davvero? Dicevo per dire.
Lei: Dovresti fare molte cose.
Io: Infatti. Vado.
lei: Perchè ti fermi sempre una volta raggiunto il minimo?..
io: Perchè non c'è mai nessuno che si meriti il plus.
lei: Ne sei sicura?
io: No.
L'esperienza dimostra che quando uno straniero dà un consiglio elettorale ottiene spesso un effetto controproducente. Quindi preferirei non dire agli italiani per chi votare, anche se probabilmente non hanno difficoltà a immaginare chi è il candidato che tutti, tranne Washington, vorrebbero veder perdere.
E. Hobsbawm
Mi piace pensare che si riferisse a George (1732 - 1799).
E' inutile, non ci vengo, lì.
Allibisco. Ce l'ha fatta ancora una volta.
C'è per davvero una massa di coglioni llà fuori, ed è lì a ripetere parole che ha detto lui.
Ce l'ha fatta. C'a' fatt o gioc', dicono laggiù, a casa mia. Fregati ancora. Pim.
Non so se ho capito bene cosa succede in iTaLiA ma la voce che circola fuori è che il capo del governo vada in giro a dare dei gilipollas alla gente, a una parte del paese (non dimentichiamoci che c'è gente che voterà per il governo uscente, non facciamo finta di nulla. Ci sono. Oh, se ci sono. Se fossi lì li strangolerei con le mie mani ma non ci sono e quindi mi permetto di lasciare che si strangolino da sè col loro stesso voto..) insomma qui si dice che lui gli dica le parolacce e loro corrano in strada a fare i girotondi urlandosi la stessa parolaccia, neanche la fantasia di inventarsi un sinonimo, neppure a chiedersi "ma non sarà che in questo paese qualcosa non va?.." con aria ingenua e sorpresa. NO. L'Italiano si indigna perchè gli danno del coglione e poi va a manifestare o al mercato a urlare che i prezzi aumentano. Strilloni. Gilipollas.
"Gli elettori giudicheranno, non è un problema nostro, sarà un problema degli elettori"
La cosa agghiacciante è che non l'ha detto lui, ma lui.
NIente da fare, ognuno si merita il paese che ha. Me compresa.
"..la tarantata si fa ragno, diventa il ragno che è in lei, il suo pensiero si nutre in ritmo puro e nel movimento quasi meccanico sorgono figure di liberazione, travolte però, ancora, da ombre disperate."
Addò ti pizzicau la tarantella.. 
Se ascolti con attenzione, nel ritmo generale, nel fragore della pelle percossa e di passi scalpiccianti, puoi notare ogni singolo tintinnio, il trillo di ciascun cimbalo. E se lo facessi, smeteresti di fissare il rosso della terra scambiandolo per sangue, scenderesti dal girotondo che confonde le facce in circolo, la centrifuga cambierebbe direzione e la tua follia sarebbe d'un altro tono e d'un altro colore. Finiresti per svenire, in ogni caso, ma nega la voglia che hai di sperimentare quest'estasi in tutte le dimensioni?
Grideresti un nome, vedresti la luce del santo che viene a farti la grazia, a concederti il riposo e la pace. Vedresti la tarantola ricacciata indietro da ogni singolo suono, che combatte contro il ragno per sè e per conto della musica...e per conto tuo e in tuo ausilio soccorso salvezza liberazione. Ogni suono raccoglie un angolo della tua psiche stanca e atrofizzata , ogni angolo di te si spiega, ogni fessura buia si stira alla luce e al vuoto. Niente più dolore, nessuna ansia, nessun torpore. La vita ritorna e ti riempie, guidata dai suoni.
E' la primavera. C'è qualcosa, in me, che non cambierà mai. C'è qualcosa, in me, che tace anche quando i suoi riempiono l'aria, l'aia, l'anima. C'è qualcosa, in me, che si nasconde dietro la taranta. E quando la vita torna a galla con la luce, scacciando l'animale, viene fuori il vero male. E io l'accetto e l'accolgo, perchè la vita torna a scorrere nelle vene, im primavera. E' il freddo che lo coprirà di nuovo, è il bisogno di protezione e la paura e la solitudine e il buio, i giorni brutti tutti uguali che han preso il posto dei giorni belli tutti uguali.
Sono tarantata, è vero. E nulla ci farò. Ballo, urlo, cerco i cimbali, sento i suoni, grido il suo nome, accolgo la luce, la liberazione e tornerò al grigio dell'inverno. E' un destino, sono nata così, o ci sono diventata, ma ora non conosco percorso inverso e perciò seguo, vado avanti così.
E lassatila abballare ca è tarantata
ca l'ha morsa la taranta sotta lu pete..
Definitivo: non tornerò per votare. Non tornerò affatto, ecco. E non che sia semplice da spiegare. Il biscione, tra i vari meriti di cui si farà vanto, tra l'altro erroneamente perchè non ha fatto tutto da solo, potrà annoverare l'aver ricreato una situazione molto somigliante a quella di cinque anni fa: lo smarrimento davanti all'urna di cartone colorato (tra parentesi, sono proprio brutte). Me le vedo le scene della casalinga attonita a fare il pari e dispari, del pensionato che si sente preso per i fondelli a invalidare la scheda con le parolacce, del diciottenne alle prime votazioni che vota comunista perchè YOP! Insomma, niente di nuovo. Ancora una volta abbiamo l'opzione del voto pilotato. Senza alternative. E via con la canzone del male minore... Un'altra smagliante generazione di "ma il mio voto che cambia?". Nono, io non ci torno in quel posto. Non ho trovato molto di meglio, ma davvero non ho trovato niente di peggio, se non consideriamo l'Uganda. Ma non ce n'erano voli low-cost per Kampala.
Detto ciò, stasera si cambia barrio direzione Raval.
Un 'fanculo di cuore, così, in generale.