..migas y pestañas..
Attenzione!
Ho fatto il pane durum e baba ganoush. Forse c'ho messo troppa tahina ma a me piace. Ceno sola guardando un reportage sul calcio giovanile marocchino in germania e mi preparo a un sabato sera tranquillo. Cosa non va? Tutto e niente. Ho vinto il torneo di scopa della piadineria, dovrei esser contenta. Il biondo mi scrive dalla Verde e mi manca. Il relato finisce qui.
Due domande, un dubbio, una conclusione e un commento.
Si può vivere più di una vita allo stesso tempo? Quel che voglio dire è: avere una vita a compartimenti stagni è controproducente? Separare o lasciare che prendano strade separate il lavoro, gli interessi, la casa, gli amici, la famiglia, lo svago, le solitudini è controproducente o aiuta a godere di tutto?
Io forse vivo a compartimenti stagni.
Quanto è oggettiva l'opinione che abbiamo di noi stessi? Io, così obiettiva, con questa grande considerazione che ho di me, quando mi sbaglio e quando no? Mai, non mi sbaglio mai. Su di me. Mi sbaglio sugli altri e la percezione che gli altri hanno di me, talvolta, semmai. Ma di solito sbaglio per difetto, non per eccesso. Gente cieca.
L'opinione che abbiamo di noi stessi è corretta. Son gli altri a non essere d'accordo ma problemi loro...
Il sapore del rimpianto me l'ero dimenticato. Ci son cose che si dovrebbe far in modo da non ricordare.
I commenti erano due, pardon.
Basta un sabato che torna l'estate. Una donna ben depilata è una donna felice. Una donna ben depilata e abbronzata è una dea felice.
Tanto pensare pensare pensare per finire davanti a un risotto alle fragole prima e nella folla della fiesta mayor di gracia poi. La vita non è mai troppo semplice ma, a dire il vero, certi giorni non mi sembra affatto complicata.
DAL POST DI IERI:
La crema per le mani prima di dormire. There they are: thirties. DRIIIN.
Impossibile passare un venerdì sera da soli se non spegni il telefono.
Two peaceful days left. DRIIIN.
Ultimamente, non avendo più il mio pc (e sappiate che a qualcuno saranno cadute le mani, per questo) scrivo i post su un quaderno, a lavoro, con l'intenzione di trascriverli sul blog. Ma è tutto inutile. Dopo tre giorni, due penne finite e un ingente contributo al disboscamento del pianeta nonchè una miriade di aggettivi inutili, mi sono persuasa di farMI un breve riassunto di quel che volevo scrivere. Giorni passati a meditare sul senso della perdita.
DAL POST DI IERI L'ALTRO:
..è vero che non scrivo più. Ho perso immediatezza e molte altre cose. Continuo a perdere persone, a perderle di vista, se non altro. Ho molte voglie, desideri, qualche progetto e ancora un residuo di energie. Ho anche mal di testa e il raffreddore, se è per questo. E la sensazione netta, questa volta definitiva definitiva, di aver perso; che qualcosa si è rotto per sempre (e che per la prima volta in questo blog ho usato il punto e vigola). Ho la consapevolezza che s'è rotto per colpa mia, anzi no, ho proprio la certezza d'averlo preso tra le mani e gettato deliberatamente al suolo, voltando la schiena, in lacrime, e tappandomi le orecchie mentre andava in frantumi. Senza dramma alcuno. Senza nessuno strazio. Insensibile. Emotivamente morta. Ho fissato il vuoto durante momenti lunghissimi, e non sono voci quelle che sento ma echi lontani. Tutto è molto ovattato e non è colpa del raffreddore nè del temporale estivo. Le sensazioni non sono più totali, il dolore è blando e la felicità solo tiepida. Un pallido riflesso di sensazioni passate, di quelli che ti fan pensare che in fondo, ora, ti potresti anche accontentare. Una vita di seconda mano.
DAL POST DI IERI:
..Distrazione come un filo di fumo. Un colpo di tosse al telefono. Ultimamente perdo un sacco di cose: oggetti, documenti, mezzi di trasporto, ricordi, appuntamenti, persone, salute. Occasioni no, eso nunca. Ho ritrovato il passaporto, buon segno. Il biondo è partito alla volta della Verde. Chi è il biondo? Troppo complicato, occhi di ghiaccio, nessuna spiegazione e il dramma che va in scena non mi fa piangere eppure mi tocca. Parole e fumo succo d'arancia e fumo vino tinto e fumo un film e fumo una canzone e tremo. Poi, una volta, tutto è stato molto più semplice di quanto avrei creduto. Non cerco giustificazione, non ne ho perchè non ne ho cercate, so che non ci sono e non ne avevo voglia. E non ne devo. Il momento è un pò paludoso. Boh. La mia vita assomiglia tanto a uno di quei telefilm americani (quali? uno dei tanti..tutti uguali..) e non so fino a che punto mi piaccia ma neanche mi dispiace troppo voltarmi nel mezzo di una frase per sparire nell'ascensore affollato e continuo ad amare quella scena di Sliding Doors e gli addii nelle stazioni e negli aereoporti e i fazzoletti al profumo di talco che sono così confortanti. Continuo ad aver bisogno di qualcosa e continuo a non (voler) sapere cos'è.
DAL POST DI OGGI:
Elaborare la perdita è il mio problema. Scegliere tra due opzioni solo una è il mio problema. La rinuncia è il mio problema. Non l'indecisione tra due strade, no, io sono sicura e decisa che voglio prenderle tutt'e due. Voglio tutto, questo è il mio problema.
Punto uno: non è che i pakistani con la faccia da imbroglioni cerchino di fregarti sempre. L'ho realizzato all'improvviso, stupita e grata, proprio quando ho girato il cavetto del caricabatterie dal lato giusto dopo mezz'ora di tentativi di agganciarlo dal lato sbagliato, confusa e ancora atterrita e malfidata e colta sul fatto nel pregiudizio.
Punto due: talvolta bisogna ricordare e far caso (e fede) al fatto che le persone son solo persone.
Punto tre: faccio progressi, non lenti ma regolari. Proprio regolari, come una medicina quotidiana, come una cura a lungo termine.
Faccio progressi. Ho comprato una borsa da spiaggia e l'ho usata. C'è un fiore rosso che pensi alle Hawaii e ti senti un pò vistosa ma puoi sfoggiare l'aria da diva e quindi una sua utilità, la borsa, ce l'ha. . Il primo temporale estivo mi mette di buon umore e approfitto della casa vuota per affacciarmi all'odore di pioggia e pensare ai cormorani che, chissà, staranno ancora aspettando il sole e forse noi. Non aspetto più, io. Non ho aspettato mai, chè non ne sono capace. Vado, vengo, saltello, torno, parto per finta e torno per scherzo e per disperazione, ma se c'è una cosa che non faccio è aspettare.
Torno spensieratamente al ruolo di trasmettitrice di saperi, scarni, scarsi e forse inutili ma pur sempre saperi. Tutto prende una direzione e la frustrazione di un tentativo fallito aleggia come un fantasma onnipresente su tutto quel che faccio e dico, sui sorrisi resituiti e gli sguardi interrogativi ma delicati..eppure tutto il resto va bene.
Eh.
Guardare..no, osservare la sigaretta nell'attimo prima di spegnerla. This does not really suit like Sex and the City. De veras tus amigos son todos guapos? Veràs, ahora que me fijo..si, es así. They're just kinda cool. E non è che i miei capelli oggi si sentano particolarmente ispirati, semplicemente fuori è un pò nuvoloso e la luce fosca mi aiuta lo specchio. La sigaretta si è spenta a metà, esattamente a metà. In un posacenere dove giacevano solo i resti di una matita nera ben temperata (ma che è? er clavicembalo?) dalla sera prima. Tutto succede molto in fretta, la lamentela di non aver niente da fare si avvicenda alla lamentela di non aver tempo..insomma deciditi o impara a gestire i tempi o impara a dire no insomma fa' qualcosa. Any-fuck-thing. Non dovresti far caso al tipo di persona che vive dieci mesi all'estero e poi torna da mammà perchè cucina bene e ti trova un lavoro, che per i primi sei mesi è da 300euro al mese ma poi...oh, poi. Poi. Non dovresti e in effetti tu non lo fai, questa volta hai trovato il campanello e il buttafuori ti ha sorriso, ti ha riconosciuto, tu sei lei, ahà, sei lei. Puoi entrare, salutare tutti noncurante e farti largo nella folla, nessuno si scompone, quando ti vedono ti riconoscono e ti sorridono e ti fanno spazio al bar e i tuoi ospiti sono stupiti. Non è quello che tutti vogliono? Riconoscimento? Di qualsiasi ordine. Non un lavoro dall'amico di mammà per 300euro al mese per sei mesi ma poi..oh, poi. Poi torni a casa trionfante e il giorno dopo è domenica e mammà non avrà preparato nessuna pasta al forno, il giorno dopo è domenica e mammà neppure c'è ma ti chiama e verrà a trovarti in vacanza e sarà orgogliosa di non avere nessun amico che ti dia un bip di lavoro da 300euro al mese per i primi sei mesi ma poi..oh poi. Il giorno dopo è domenica e smetti di fumare, non sarai Carrie Bradshaw (ammesso che si scriva cosí) ma di certo sei grande tu. Grande.
E' che la decisione è sempre difficile.
Quando la decisione si fa così vicina e gelida ti prende per la mano sarebbe bello potessi fare tutto sola..
E' pure il fatto che una volta tanto può capitare di non fare la cosa giusta al primo colpo, nè al secondo. A sparare il terzo colpo io ora aspetterei un pò. E così, me ne sto qui a languire. Jobposting per sport.