Utenti connessi cada dia más freaky, pero siempre goreki
martedì, ottobre 31, 2006

 

...poi, a volte, lui non gioca. arriva nel bel mezzo della serietà e ti trascina via, ti prende lui a braccia, ti trascina a forza in un vortice di fossette da monello e occhi spalancati e vocine tristi e dolci e tu ti dimentichi di tutto e riesci solo a sorridere e tutto quel che vorresti è abbracciarlo forte mentre rimani fredda freddissima di ghiaccio spezzando l'incantesimo a cui lui ha lavorato chissà quanto...o a cui sua madre ha lavorato e a questo ci pensi solo dopo e il grazie che mettono insieme i tuoi pensieri sconquassati viene dalla confusione della gioia che è esplosa solo dentro. Si gioca. E pazziann pazziann... E tutto il giorno è un alternarsi di si no forse..di streghe che cercano significati in sorrisi da lontano e facce scure all'improvviso..e messaggi non colti e confusione di persone e nomi e pezzi di passato e lasciami fuori dalla tua vita perchè poi non vorrò più uscirne...già non voglio più uscirne e sono soltanto sulla soglia, con la porta socchiusa a metà tra il racconto e gli occhi che si chiudono per il sonno e la birra e la musica forte e i tappi nelle orecchie e una mano sulla pancia e tante cose insieme che sei tu ma che potrebbe essere chiunque e però questa volta sei tu..la mezzaluna rossa e argento è solo mia ma che c'entri tu? che c'entrerai tra qualche mese? e accompagnami...accompagnami.

 

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lunedì, ottobre 30, 2006

 

La verità? che ho letteralmente paura di tornare in Italia e passarci un'intera settimana. Sentire a gente intorno parlare in italiano e lamentarsi del governo, accendere la tv e trovare sempre e comunque berluskazz, non poter accendere una sigaretta dopo cena al ristorante. La verità? che la mia età mentale è, pressappoco, di 16 anni. La verità? che ancora non controllo perfettamente le mie reazioni, almeno in certe situazioni. La verità? che probabilmente arriverò a napoli insieme all'esercito.

La verità?

che ho paura.

 

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sabato, ottobre 28, 2006

 

..Di come la formula "zero aspettative" sia, talvolta, la chiave delle felicità. Di come si possa trasformare un segnale inaspettao in aspettative, puntualmente disattese senza che la quasi-delusione distragga troppo dalle giravolte della jota o dagli scambi di coppia della champanya. Abballati, sempre e comunque. Di come il tempo dipenda assolutamente da noi stessi, chè se t'aspetto e non arrivi non passa mai e se arrivi quando non t'aspetto si fermano i minuti e tutto il resto.

Di questo e di molto altro potrei scrivere. Ma stasera cueva perchè manco da un pò...e poi si vedrà.

 

 

postato da: goreka alle ore 20:16 | link | commenti
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Siamo qui, o ci saremo presto.

 

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martedì, ottobre 24, 2006

 

 - Te ne stai lí, semplicemente. Te ne stai! Tutta compresa nel tuo ruolo di te stessa addolorata. Te ne     stai, e non dici nulla. Solo un lamento di tanto in quando. Ma non sei stanca?

- (Lamento)

- ...

Sorride e gioca e di nuovo fissa il vuoto e dà lezioni e dice cose che cadono in un altro vuoto, il mio, mentre sembra ricordare ogni parola che dico. E parla di andare di spostamento di movimento e io sono ferma immobile nella palude della mia in-decisione e di un escenario illuminato e sulla paura di ricominciare. Chiede, domanda diretto e preciso e poi ascolta le risposte e giorni dopo le ripete come lezione imparata a memoria da bimbo diligente quale sembra non essere affatto... E gli occhi...stupida, stupida, stupida: gli occhi. Guarda l'orologio e dice si rivolto al nulla nell'attimo stesso in cui scompare dietro la porta di vetro scorrevole. Non rimane che la strada e tuffarsi tra la gente e sorridere a casaccio fingendosi trionfante e ostentando la convinzione d'aver afferrato l'inafferrabile. Portandosi nelle tasche il dubbio d'esser per lui il nulla o destinataria d'un si. E niente, si sta e si va. Così si sta.

 

postato da: goreka alle ore 07:19 | link | commenti (1)
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sabato, ottobre 21, 2006

 

Lo scenario, questo:

...molto poco da aggiungere, molto ancora da imparare.

BEL-LIS-SI-MO.

 

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venerdì, ottobre 20, 2006

 

È vero che sono stanca. Ma questi sono giorni un pò speciali, difficoltosi, tanto, ma speciali. Giorni duri, per un sacco di motivi. C'è energia, ecco tutto. Presto online i  FILMINIIII

 

 

postato da: goreka alle ore 01:41 | link | commenti (1)
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martedì, ottobre 17, 2006

 

Ancora:

..emancipate yourselves from mental slavery...

come mai abbiamo bisogno di dipendere da un'idea fissa? Un progetto, un desiderio, una persona, un lavoro, un viaggio..qualcosa da raggiungere? Come mai c'è dipendenza dalla dipendenza?

Stessa.

Stes-sa.

Un pò mi manca il periodo a Ravenna. Azz.

 

postato da: goreka alle ore 22:19 | link | commenti (7)
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lunedì, ottobre 16, 2006

 

..se un fiore sa cos'è l'invidia..

La pappa reale sa di candele di chiesa e anche un pò di miele. Vagamente di miele. Il miele negli occhi. Sai quando esci la mattina appena sveglio? Eh, il miele negli occhi.

Non si accettano consigli. La forma è una luna, una mezzaluna, i colori rosso e argento, l'ubicazione il ginocchio. E non si discute.

Giovedì.

 

postato da: goreka alle ore 20:33 | link | commenti (3)
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La mente non mente mai. E la tua vita non si decide stasera.

Altre parole che arrivano mediate da carta o monitor o schermo di un telefono cellulare. Un'altra donna bella e tutte lontane. Ho pianto per questo, non perchè la mia vita non si decide stasera. Quand'anche qualcosa si decida stasera, non si tratta della mia vita. E comunque non si decide perchè io per il momento chiedo TIME e mi organizzo per la prossima battaglia. Perchè, vi ricordo, io vinco.  Ma questa saggezza questa grandezza la genialità di una donna.. sembra che risolva tutto, anche l'irrisolvibile. Anche se stasera forse no. Io non ho pazienza, ma so aspettare Eh.

Tatuaggio. Adesso si.

 

postato da: goreka alle ore 00:15 | link | commenti (3)
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domenica, ottobre 15, 2006

 

Sono un fiume in piena, vomito parole su parole su parole pure se vengono tutte dallo stesso pensiero e infatti dico sempre la stessa cosa e mamma come sono ripetitiva ma nun ce sta nu napulitan ccà? che pare sempre che parlo da sola.

vado alla festa, va.

 

postato da: goreka alle ore 21:43 | link | commenti
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si, è il cuore che ci appanna la vista, a noi.

Lo dice sul serio e io sono d'accordo e lo penso sul serio e infatti le rispondo già non sapendo che altro aggiungere alla nostra saggezza di donne nel pieno dell'età fertile deperdiciada. Lo dice e m'immagino l'accento romano e un pò mi manca.

 ..e stasera forse farè tesoro di un consiglio...pure se non avevo capito l'augurio.

Mò l'ho capito, per la cronaca interpersonale.

 

postato da: goreka alle ore 17:43 | link | commenti (1)
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Camomilla molto calda, yogurt ai frutti rossi e una domenica cominciata troppo presto. Il bello è che non so come finirà e il brutto è che devo aspettare troppo per scoprirlo.

Montjuic. C'è il sole e si può disegnare.

 

postato da: goreka alle ore 09:15 | link | commenti (2)
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C'è però da dire che a volte mi lasciano vincere, o altre volte io stessa, di buon grado, abbandono la battaglia, perchè so che la prossima sarà quella vittoriosa o perchè la vittoria non è assoluta. Poto docet. E otto anni di studio e applicazione.

Ah la diplomazia.

Ah i giochi.

Guaradatevi questa:

 

postato da: goreka alle ore 02:28 | link | commenti
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sabato, ottobre 14, 2006

 

Tengo que confesarte ahora: nunca creí en la felicidad...A veces algo se le parece, pero es pura casualidad..

Come invidio quelle persone capaci di convivere con una domanda senza risposta.

È una giornata bellissima e non ho dormito. Io non so accettare la sconfitta, proprio non ci riesco. E invece accetto questo mio limite con rassegnazione ed orgoglio e l'unica reazione che ho trovato è vincere.

Emancipate yourself from mental slavery..

 

Dall'anno passato:

       ..Ché se qualcuno ti dice che avete il tempo di farvi tutto il male e il bene di questo mondo, e anche d'altri...ti distrai e non ti accorgi che il cielo è grigissimo ed è questo che non ti permette di gioire. (far vincere il buio). Non reagisci bene. Non reagisci affatto. Solo qualche parola ti rimane pendente dalle ciglia. Fai i tuoi calcoli astrali e ti accorgi che tutto il male di questo e d'altri mondi non ti farebbe del male come te ne fa - adesso - quel grigio scuro dietro alla finestra.

 

    ...che dopotutto le scelte personali sono del tutto personali. Sembra lapalissiano (cioè lo è..) ma non lo è. Non tanto. La sensazione di ovatta tutto intorno non riempie il vuoto. Al contrario, sembra impedire gli unici contatti concessi, di solito, dalla lontananza. Attutisce rumorosamente il suono delle voci, devia la traiettoria delle parole, ti fa pensare d'esser sordo mentre immagini bocche lontane che pronunciano attentamente ma inutilmente frasi.

 

     ..Non riesco a immaginarmi il sottofondo musicale . E non sono neppure sicura che ci fosse. Ma io camminavo. Di quando lasci che il verde già lampeggiante ti strappi dall'orlo delle lacrime per aver assistito, impotente, a un sopruso ai danni d'un debole, e ti accompagni scivolando davanti alle auto pronte al rombo per farti inghiottire dalla voragine di cappotti e sciarpe di lana grossa e odore di freddo e sacchetti dorati e profumo di pop corn caldo che ti ricorda che eri bambina..

 

postato da: goreka alle ore 17:40 | link | commenti
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venerdì, ottobre 13, 2006

 

Abbasso la Croce Rossa e non hai trovato rimedio migliore all'astinenza che una sigaretta senza filtro, foss'anche una soltanto, e restare nel bel mezzo di un passo fissando i punti di polvere nella luce di un balcone, con la bocca semiaperta  e assorta a riconoscere una a una le note di canzoni note. La scia è breve, meno di pochi giorni, meno del meno assoluto  quasi il niente eppure un sorriso appena abozzato o uno sguardo perso..non nel vuoto, non hai capito bene e lo vuoi dire e lo dici e non serve..cazzo non serve..perso e basta che non ti sta guardando è andato già oltre..ma non nel tempo nè nello spazio..oltre gli occhi..immateriale..perso e basta che quasi sembra voglia tirarti a forza le braccia per scuoterlo, togliergli dalle mani il palloncino con decisione e dirgli: vieni, ti accompagno io a ritrovare la strada. E  metti insieme tutti i pezzi che hai ma anche così non ne viene fuori nessuna spinta a uscire dal vortice..cazzo di nuovo..di nuovo il vortice e ci sei completamente immersa e persa e vorresti avere quegli occhi e non guardare nessun tempo e nessuno spazio e vorresti essere immateriale e invece sei così dannatamente vera. Fa male.

 

postato da: goreka alle ore 20:35 | link | commenti
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Non capisco. Cosa c'è da capire in fondo? E in superficie? Questa è esattamente la domanda originaria. Cos'è che dá forma e massa e colore a quei capelli? Cosa lì dentro trema? Una specie di attesa, vana, e uno spettacolo che è una goduria.

Troppa gente troppa. Io non amo mescolarmi con la gente, io osservo e mi faccio osservare. Ma non mi mescolo.

 

postato da: goreka alle ore 00:38 | link | commenti
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giovedì, ottobre 12, 2006

 

Sete.

Le opzioni sono tre. Di cui una spezzerebbe la corda. Io invece voglio molleggiare. Perciò adesso molleggio, mi ascolto un pò di modena e ripenso al bello dell'Irlanda.

 

 

postato da: goreka alle ore 20:39 | link | commenti
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mercoledì, ottobre 11, 2006

 

E tira tira tira. E tira la corda. Il puntatore del mouse si muove da solo, lento e inesorabile verso sinistra, verso l'alto. Siamo un obiettivo primario e probabilmente i miei programmi per dicembre cambieranno. Odio che i miei programmi cambino indipendentemente dalla mia volontà. Io decido, io dico quando e dove. Oggi torno a casa...e son tornata a casa... Come dico io. Raggiungere il proprio scopo è quest'arma a doppio taglio inebriante e appagante e al tempo stesso pericolosa. Come si fa a superarsi? Io decido, io dico quando e dove. Io. Divertente. Mi piace l'odore della vernice. Mi fa impazzire l'odore della vernice, dà dipendenza e rimpiazza la nicotina. Peccato che anche quello sia tossico. Ma ci voglio venire, a dipingere. Io sto a guardare, e sento l'odore della vernice che mi piace e poi ho smesso di fumare, vivo privata di molte tossine che dovrò pur sostituire. La vernice va dritta alla testa. Mah.

Fiesta? Ma si, fiesta.

 

 

postato da: goreka alle ore 22:15 | link | commenti (1)
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Ho sparso papeles in tutte le borse e nelle tasche di ogni giubbotto. Ho regalato gli accendini, tranne uno. E io non tocco una sigaretta da ben QUATTRO  giorni. Gioco al tiro alla fune: quanto reggerà? Ancora poco. Forse. E il forse spinge, anzi tira, tira la corda. Tira.

 

postato da: goreka alle ore 20:15 | link | commenti
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Bene. Allora è questo che vuol dire: non dormire. Svegliarsi nel cuore della notte e costringere le ore a passare con i sotterfugi più infantili. Dev'esser per questo. O sarà piuttosto l'astinenza da nicotina. Non vuol dire niente se dalle 4 del mattino comincia già un nuovo giorno. Hai solo più tempo per vivere, pensare, riflettere impazzire. Hai più tempo per stare sveglio. E allora sto sveglia. Va.

Da Bar'na:

 

 

postato da: goreka alle ore 06:44 | link | commenti (3)
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martedì, ottobre 10, 2006

Tornata. Di nuovo. È tornata la linea telefonica.

Tengo buen dia.

La prima cosa su cui mi informo è l'assassinio politico di Ana Politkovskaja.

Intanto il pensiero non s'è mai fermato e fare un riassunto su due piedi, come sempre, facile non è. Pensavo, già da qualche tempo, cos'è la maturità. Cos'è? Esser capaci di decidere se vendere o no la casa che ha costruito tuo padre? È accettare un lavoro con un buono stipendio malgrado il compromesso etico? È far la spesa resistendo a comprare merendine e surgelati? Che significa essere maturi? Accettare una sconfitta? Accettare un no? Accettare tempi che non sono i tuoi? No. No, no e no. NO.

No a cosa? A quale domanda?

A tutte.

No a tutto.

Bentrovati.

 

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