..migas y pestañas..
Se cammini stasrea in giro per il Born, con 18ºC alle 11 di sera, incontri svedesi ubriache che passeggiano con una bottiglia di vino in una mano e una coppa nell'altra, un amico che domani parte per Dublino, qualche collega di lavoro, il pizzaiolo di M****** che cerca di abbordarti, il nuovo coinquilino (Totti) che ti fa le feste, il cellulare che squilla a tutta forza. Senti parlare svedese inglese tedesco arabo pashtun italiano.Soprattutto italiano, in tutte le cadenze e con gli accenti di tutte le regioni. Probabilmente alla stessa ora dello stesso giorno a san lorenzo ci sono meno italiani che qui. Senti parlare italiano in alcuni uffici, in metro, sugli autobus, dai motorini e dalle macchine, nei ristoranti, alla PIZZADELBORNPIZZAALTAGLIOARGENTINA (sigh, sob), nei negozi in profumeria per strada..Ma oggi non mi importa. Barcelona come Roma, più di Roma.
Non ci credereste, ma io ammetto quando ho sbagliato, quando mi sono lamentata troppo e in maniera avventata. Ammetto quando sono stata precipitosa. Non lo dico, ma lo ammetto.
..come comincerebbe - azzardo - maf :
...e niente..
e veramente niente, che dopo tre ore che scrivi un post assaporando già i festeggiamenti per il pulitzer, assorta e convinta con la sigaretta lasciata a inquinare nel posacenere accanto al pc, con un occhio chiuso per il fumo che sale, far schizzare con un codazo il mouse sulla freccia INDIETRO è un atto che ti qualifica inappellabilmente come cretina. Soprattutto se non sei assolutamente in grado di ripetere quanto avevi scritto.Ogni sigaretta di cui dico "è l'ultima" la guardo come si guarda un figlio che piagnucola il primo giorno di scuola, che finisci per riportarlo a casa intenerita dai lacrimoni ma poi vorresti prenderlo a sberle perchè è a scuola che deve andare..allora la spengo. L'analogia è infelice ma io la vedo. Vedo un sacco di cose oggi. Vedo quanto saggia sono io e quanto i consigli uno farebbe bene a tenerseli per sè, il più delle volte. Vedo chiaramente che continuo a parlare e non dire, qualche volta a stento mi capisco io stessa ma mi piace così, mi piace proprio così. Chè ognuno ha il suo modo di scrivere e se mi disturba il fumo la spengo io la sigaretta. Vedo che mò ho capito tutto. Vedo che bisogna arrivarci da soli a una conclusione, che gli gnomi fanno tenerezza e illuminano angoli bui ma raramente hanno la soluzione. Vedo poco chè passo troppo tempo davanti a un monitor. E ho in mente un sacco di facce ma nessuna in particolare e mi sento più leggera più leggera più leggera, pure senza camomilla. E uso tutte queste contrazioni e particelle della mia linguamadre e parlo in dialetto con me stessa. Da bambina pensavo che la parola fosse "indialetto", tutto attaccato, non che ne capissi il senso o il motivo ma avevo questo attaccamento/sottomissione del tutto naturale alle norme e alle gerarchie sociali per cui se lo usavano gli altri doveva andar bene anche per me, le domande le ho conservate da allora e alcune risposte son venute fuori da sè. Sempre al momento meno opportuno, o utile. Non mi ricordo se in vita mia ho usato tanto a sproposito le e congiunzione come stasera ma che teng a vrè.
brujas monjes y videntes..
L'avete mai ascoltato Carlos D'Alessio? Pensate di no, perchè è un nome ridicolo, e perchè è già l'1 di lunedì sera, e perchè ha un nome ridicolo. Ma non avete quei ricci biondi di fronte che vi sorridono tutta la sera, non avete mai visto questo film francese che dura ore senza neanche un attore, non avete un'amica lontana che vi ha tradito pensando che voi, in realtà, l'avete tradita. E questo pezzo l'avete sentito.
India Song.
C'è qualcosa che è lontano, ma è mio.
Una volta per tutte: non sono negativa, sono vera. Spiacente, forse, a volte. Ma vera.
..un cane piccolo piccolo che sorride e vuole coccole. gnomi saggi che spargono qua e là consigli. i ricci sul cuscino. una doccia bollente. tutta una settimana davanti.
- ..E il bicchiere con l'acqua?
- È per deumidificare. Il buddha non ti guarda, dormi.
Posso scorgere nel buio lo sguardo atterrito ma non ci faccio caso. Dalla quena nessun suono.
..notte de luna notte de stelle nun abballà rock abballa tarantelle..
UPDATE
..c'è che io il senso del ridicolo ce l'ho, e pure forte. ma non ce l'ho da sempre. epperò non so da quando. ogni tanto smetto di aspettare, bevo caffè per alzare la pressione e scopro che se la testa girava era per la pressione alta, perchè adesso il sole sembra più forte e la testa gira di più. bello.
..se solo sapessi. sorridevo. sorrido. e i progetti. e i mattoni uno sull'altro, uno per volta, lentamente, qualcuno sbreccolato. se sapessi. sembrava che la torre vacillasse. ma no, oggi finalmente no. stasera ci metto il mattone intero. quello che regge il tutto. e forse ricomincio. ma comunque finirò.
The nothing song.
Ma è capitata per caso. Oggi due occhi verdissimi ridevano e non è che io sia ottimista, ma questo non vuole dire niente. C'era il sole.
Non scherzo, che fine ha fatto Capone? Io con chi sklero adesso? Capoooooo mannagg a mort, hai raggiò, io lo so che temi che sia sempre la solita storia. Ebbene si, lo è. Non è una fantastica cosa la coerenza? Jà sbloccami. O collegati. O rimani a vivere, che è meglio.
Chi me l'ha detto qualche giorno fa che scrivendo scrivendo finisci per non vivere quello che scrivi? Ecco. L'altro giorno ero in un parco, seduta sull'umido della panchina accanto al laghetto, pensavo che pure io ci voglio andare sulla barchetta nell'acqua stagnante verde melmosa che sembra che ci cadi dentro da un momento all'altro. I congiuntivi? In vacanza. Dicevo, pure io ci voglio andare, sulla barchetta. Ma mi sono messa a scrivere, su quel famoso quaderno verde. Quanto verde. E all'altro capo della panchina c'era questo tipo biondo che, invece, leggeva. Lui leggeva! E abbiamo spento la sigaretta nello stesso istante, i mozziconi gettati ad incontrarsi, loro, ma non ci siamo neanche guardati. Che giocattolo stupido, le persone.
Sei negativa, dice uno. Eh. Proprio oggi che pensavo che, invece, sto imparando da K. la positività sempree comunque. Ma io sono ottimista, eh.
A volte penso che sei tre o quattro persone, dice un altro. Eh. Un pò lo sono.
Ma in fondo son sempre uguale e sapeste come ne son contenta! A prop``o, CAPOOOOOOOOOOO' ma che fine hai fatto???
beh...una delle stronzate piu grandi che ho fatto...è stato lasciarti...anzi vederti scivolare...da me...sabato scorso...un'altra ..è stata che in questo quarto d'ora...mi sarebbe piaciuto stare con la mia testa sulla TUA spalla...un'altra cosa mi dispiace per la tua stronzata...cerca di carpe diem..
È cos'i che, a volte, scopri d'essere stata precipitata, e che malgrado l'età e l'esperienza rimani stupida e inesperta in quanto a umanità, e ora non pensi a persone lontane ma a qualcuno che hai appena lasciato andar via anche se l'hai tenuto prigioniero per qualche minuto in ascensore...nè la saggezza del solito artista argentino e neppure quella del ragazzo vestito di nero per le strade di roma tanti anni fa' ti aiutano..e te ne stai, come sempre, e domani è lunedì e un sms ti ha fatto felice per qualche secondo..ma niente..torni sempre lì...
Pensavo che non sarei caduta nella trappola di scrivere un post prima di metterni a letto, sola. Lo pensavo nell'attimo esatto in cui mi son seduta qui e ho cominciato a scrivere. Ormai neppure io stessa rispondo ai miei desideri. O può essere che abbiano ragione, loro, e che i miei desideri, in realtà, non siano quelli che penso?
Serata lunga. Posti e persone e musiche e parole diverse. Facce distese finalmente e sorrisi belli e questo mi rasserena e quasi mi commuove (quasi..). Tempo. Tempo lento eppure non c'è, lui non c'è. Come posso essere così ostinata e testarda? Eppurfe lo sono. Eh, pure. Lo sono. Un'italiana ubriaca urlava per strada italians do it better e io stupìda ho pensato che val la pena porsi il dubbio. Domande? No grazie. Le storie delle persone sono tutte uguali, fatte di rinascite e ricadute e ri ri ri ri. Rieccoci. Rieccomi. Fatte di riconoscimenti, di intuizioni e comprensioni tardive, di senno di poi e di sentori di streghe...Le storie delle persone son tutte uguali. Qui ci starebbe a pennello una domanda ma non so a chi farla e allora mi astengo.
..won't you help to sing..
E buonanotte.
Ci sono domande che si fanno troppo tardi e domande che si formulano male. Io ci tengo molto a che una domanda sia ben formulata ma non sempre ci tengo alla risposta. Ci sono domande che sembrano non avere risposta perchè hanno una risposta molto ovvia, e allora uno si chiede se ovvia non sia la domanda stessa perciò che senso avrebbe porla? e intanto si sta facendo 'n'altra domanda. Ma soprattutto, quando uno si fa quelle famose domande esistenziali, chi si aspetta che gli risponda? Cioè: se chiedo è perchè voglio sapere, se voglio sapere è perchè non so, se non so allora come mai mi autointerrogo? A volte..A volte, dice. A volte basterebbe indirizzare la domanda a chi può rispondere, pure se non ce l'ha, la risposta. Risp... Non risponde. Risponde, ma poi non risponde. Poi, sempre a volte, succede il miracolo. Il momento magicamente è propizio e fruttuoso e BUUUM ecco la risposta. Solo che non sai più che fartene. È in quei momenti che ti ritrovi di fronte a un venerdì...vedi, non è sempre di domenica.
Ho comprato una gonna nera, un top arancione e scarpe verdi. Il mio umore non ha niente a che vedere coi colori, nè molto a che spartirci, meno che con la gonna. Ho domande da formulare e poi collegare a risposte che ho trovato. Perciò sarà un week end impegnativo. Mah. Forse no.
Mi rigiro in un letto immaginario, facile nelle lenzuola senza colore, non come le mie, rosse. Mi rigiro e davvero lo immagino soltanto, e bevo caffè lungo in una tazza a cerchiconcentricicolorati dal manico largo . - Benvenuta Andrea. Benvenuta su questo schifo di pianeta, ora che ci penso. Benevenuta, piccina. Speriamo bene. - Il telefono suona ma no...o erano dopo il MA i puntini? Insomma, puntini. Insomma. - E il mal di pancia però è vero vero stavolta, non sono le farfalle nello stomaco, questo è vero verissimo e piega in due, fa male quasi come un no. Quasi? Nessun no, sciocca. Solo belle promesse, questa volta. Davvero promesse stavolta. Adesso si attenta, che ti fai male.
Ma quanti corsivi.
Non faccio niente io.
Tse.
..non so se devo scrivere adesso che qualche sensazionè è viva..o far finta di niente. A volte ho l'impressione di non scrivere da tempo anche se ho scritto tanto. È così, non è una sensazione: è proprio così. Io scrivo solo quando scrivo con le lacrime agli occhi o tremando di rabbia o se sono completamente disarmata. Oggi sono disarmata, ma per il motivo sbagliato. E non accetto che il motivo sia sbagliato. Vorrei che fosse esattamente come sto immaginando io...vorrei avere ragione anche questa volta.
..qué pasa si soy del montón..
Mia mamma mi regala creme antietà e dal telefono mi arrivano voci familiari di volti sconosciuti con cui potrei ballare. I nomi si ripetono. Come mai al mondo c'è una gamma di nomi limitata? Alcuni sono davvero belli.
Insensibile. Non si commuove, zero sentimenti, le lacrime alla fine del film nascono dalla constatazione della sua magnifica incapacità di commuoversi. Ghiaccio. Sono io vista da fuori, io vista da me dieci anni fa'. Troppi corsivi.
Si parte. Si ri-parte.
Perugia è freddissima ma da Napoli si scappa e oggi ho i capelli liscissimi e poca voglia di ballare e i pensieri arricciati..in cerchi concentrici, anzi no, meglio caracoles, rende meglio l'idea. Ché se faccio una domanda non sempre voglio una risposta ma se la ricevo mi sento meglio, mi sento considerata e anche se quel che voglio non è sentirmi considerata ma esserlo sin mas l'illusione è pur sempre meglio di niente. Illusione? Forse.
Non sono preparata alle sorprese e non ho accenti, qui. Un sacco di cose non si ritrovano. Anche se le hai conservate bene, se le hai nascoste in fondo all'armadio, non le ritrovi. Son svanite evaporate. E pure le persone. Alcune persone. Altre ci sono e hanno cambiato faccia e non sei certa che ti dispiaccia eppure. Dove si torna per trovare quello che hai lasciato? Dove si mette quel che si lascia?
Voglia di tornare. Tornar enrera. L'unica cosa che ritrovo. Meno male.
...torno. Mi aspetti?
Mi aspetti.