Utenti connessi cada dia más freaky, pero siempre goreki
venerdì, febbraio 23, 2007

 

Would you be happier?

Tra pochi giorni avrò casa nuova. Certo, da pulire e ridipingere, senza gas, senza mobili, senza internet...ma tutto si conquista. Totti mi ha appena lasciato il suo osso e il suo peluche preferito tra i piedi. Tutto si conquista. Pazienza ci vuole. E a volte essere un pò ripetitivi non guasta. Stasera Cueva.

Tornerai, lo so.

Stavolta da me.

 

postato da: goreka alle ore 21:49 | link | commenti (9)
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giovedì, febbraio 22, 2007

 

È vero che le americane in vacanza sono tutte bionde, e hanno anche tutte lo stesso profumo che sa di vaniglia e lascia una scia persistente.  Ci pensavo oggi, ne ho incontrate un sacco in calle de la Princesa. 

E pensavo anche a tutti questi trentenni con l'ansia e la fretta di chiudersi in se stessi, in trentacinquemetriquadri di ipoteca e autonomia, per uscirne il sabato sera e tornarci la domenica.  Pensare di essere adulti e maturi abbastanza da vivere soli, ma ho scoperto che a vivere soli non ci vuole poi tanto, se sai farti un pò di compagnia. È piuttosto condividere lo spazio e il tempo che richiede saggezza e maturità.

No?

E poi pensavo anche a quanto costa costruirsi una vita, a quantto è caro in termini di tempo e ricordi e concentrazione mentale e capacità di segmentare la giornata e le ore e anche i minuti della pausa pranzo. Non sono finita in nessuna catena di montaggio particolare, sto pagando a suon di ricordi e soldoni e rimpianti, ma in fondo nessun rimorso. Solo un morso, quello originario. E lo mostreremo in concerto a Malaga, il 15 aprile. Dovrei parlare di più di mio padre, dovrei parlarne. Certe monete non sono di scambio, vanno nascoste sotto al materasso e tirate fuori per mostrarle esclusivamente a chi si merita di esser messo a parte di un tesoro prezioso. E chi ti aiuta a traslocare caricandosi esattamente quel materasso in spalla direi che se lo merita.

Arrivano i miei fratelli a Barna.

 

postato da: goreka alle ore 20:10 | link | commenti (1)
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martedì, febbraio 20, 2007

 

A mio padre ci penso spesso, ma non lo dico mai. D'altronde non è che uno possa star sempre lì a raccontare e spiegare tutto quello a cui pensa. E poi ci vuole qualcuno a cui valga la pena, raccontarne, qualcuno che abbia voglia di ascoltare.

Ed ho imparato a fare la valigie ogni volta, senza (troppi) rimpianti. A salutare un periodo con l'ultimo tè fumante e l'ultima sigaretta sul sofa della terrazza nell'ultimo mattino terso in una giornata cominciata bene.

Tornerai, lo so.

 

postato da: goreka alle ore 07:42 | link | commenti (2)
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domenica, febbraio 18, 2007

 

C***o non ho la penna rossa!

Eh, ma qui siamo avanti, qui le das a FORMAT TEXT e via, si risolve tutto, anche le mancanze.

..che poi uno pensa che in fondo non è tanto importante vincere o perdere, non è altro che un pensiero, un pensiero così, come pensare che l'erba è verde. Ma finisce sempre col volere una delle due, come volersi sedere sull'erba, o strapparla con le mani e tagliarsi le dita.

Che farai? Glielo darai l'ennesimo soliloquio scritto in rosso? Boh.

Chè poi devi decidere se aspettare, rischiando che non arrivi e intanto impazzire, o chiamare e sapere in anticipo che non verrà e passare una serata triste. Chè tutto quel che voglio è ottenere ciò che voglio, chè finchè non l'ho non trovo pace, nè nell'ansia dell'attesa, nè nello sgomento dell'abbandono. Niente, nessuna sensazione vale..

E ho le scarpe belle e i piedi brutti e faccio una foto a un'anatra.

Rieccola, la penna rossa. Ma da L. qualcosa hai imparato? Dagli anni passati a stare male senza vedere i tuoi propri errori...che hai imparato? Hai guardato? Hai capito? Sei capace ora? No, si direbbe di no. Sai, però, sempre trovare la maniera di guastare tutto. Colpa della testa dura, dell'ostinazione, dell'impazienza. E adesso che si fa? Ancora lo vuoi. Ancora di più. E lui che avrà capito?  L'hai fatto di nuovo, hai colpito duro per affondare, lanciato la stlettata per ferire...che reazione t'aspettavi? Quel famoso pugnale alla schiena...spiegato in un giorno vestito di nero, per strada, per caso, in un giorno di lacrime e pensieri assurdi come buttarsi sott'un treno. Quasi.  Cosa pensi d'aver ottenuto, di nuovo? Ferisci...e poi? Come pretendi d'esser la cura d'un male che non sei altro che tu?

 

postato da: goreka alle ore 14:47 | link | commenti (6)
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sabato, febbraio 17, 2007

 

- Dovresti fa' respira' un poco il piede

- Pecchè?!

- Pecchè sta sempre chiuso nel calzino!

- ...

 

postato da: goreka alle ore 14:05 | link | commenti
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domenica, febbraio 11, 2007

 

Don't waste your time on me...

foto in arrivo e novità e niente di fatto e qualcuno mi manca tantissimo e molte immagini colorate al risveglio ma non al mattino e labbra appena schiuse e un dolore al ginocchio che non va via e uno spettacolo che invece va via camminando rapido verso il metro e la gente si gira a guardarlo a bocca aperta e io lo guardo dal mio balcone. Oggi dal mio balcone invece Santa Eulalia non si vedeva, avvolta dai fumi del correfoc, perchè è la sua festa.

 

postato da: goreka alle ore 20:16 | link | commenti (2)
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martedì, febbraio 06, 2007

E m A n C i P a Z i O n E

 

postato da: goreka alle ore 09:56 | link | commenti (4)
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niente. troppe parole e poca azione.

il pensiero è nemico dell'azione. checchè se ne dica.

e non vale, manco se lo dici tu.

all'amico ri-trovato.

 

postato da: goreka alle ore 01:54 | link | commenti (1)
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domenica, febbraio 04, 2007

Cuentame qué harás una vez que estrenes su
cuerpo, cuando muera tu traviesa curiosidad,
cuando memorices todos sus recovecos y decidas
otra vez regresar, ya no estaré aquí en el
mismo lugar.

Sí no tiene más que un par de dedos de frente,
y descubres que no se lava bien los dientes,
sí te quita los pocos centavos que tienes y
luego te deja solo tal como quiere...

Sé que volverás el día en que ella te haga
trisas sin almohadas para llorar, pero sí te
has decidido y no quieres
 más conmigo nada
ahora puede importar porque sin tí, el mundo
ya me da igual.

Sí te vas, sí te vas, sí te marchas mí,
cielo se hará gris, sí te vas, sí te vas,
ya no tienes que venir por mí, sí te vas,
sí te vas, sí me cambias por esa bruja
pedazo de cuero, no vuelvas nunca más,
ya no estaré aquí.

Toda escoba nueva siempre barre bien,
luego vas a ver desgastadas las cuerdas, cuando
las arrugas le corten la piel y la celulitis invada
sus piernas, volverás desde tu infierno, con el rabo
entre los cuernos implorando una vez más, pero
para ese entonces, yo estaré un millón de noches
lejos de esta enorme ciudad lejos de tí...el mundo
ya me da igual.

ECCO.

Io vinco, sempre. Pure se certe volte la vittoria è averlo perso. Por eso, y por mucho más, seguimos adelante.

1.98m, 4 tatuaggi, bellissimo.

 

postato da: goreka alle ore 22:52 | link | commenti (2)
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sabato, febbraio 03, 2007

 

Emancipazione.

Di questo si trattava, sciocca, non semplice independenza. Il processo, non il risultato. I mezzi, la strada, l'applicazione, l'impegno.

Zamora?

 

postato da: goreka alle ore 21:16 | link | commenti (1)
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