..migas y pestañas..
Lancio la bomba e rimango ad aspettare l'esplosione, nascosta dietro a un cespuglio o dietro all'ombra, che sono io stessa, di me stessa. Il calore non mi sorprende e la luce abbagliante neppure, la spinta forte invece si, e ho vacillato.
Vorresti sapere che parole ha usato, poi durante i brevi momenti di lucidità pensi che, in fondo, son solo parole e cosa vuoi che contino? Nulla. Poco. Parole. Alcune parole tra le tante che dice, che usa, che lancia, che vomita, che cerca ma che non ascolta.
Eso no me lo habias dicho.
Hacerme caso, y te fijaras. Ya verás.
Abbiamo disegnato con il pennarello nero un cartello che dice 'rispettate le lucertole' e l'abbiamo piantato tra le rovine di un'abbazia del '300 nel mezzo di un parco, è primavera solo in quest'angolo d'Europa e tra gli alberi svolazzano fiorellini bianchi. Non pensavo mi piacesse la francia, con la minuscola. Tra quel che rimane della pietra bianca delle mura, tra i rosoni e gli archi sospesi e i rampicanti verdi verdissimi si intravedono due figure. È il sax di Rachid che risuona tra gli alberi, Aurélien è disteso sull'erba, la testa sulle braccia incrociate nell'erba, e sembra un gatto che ascolta rilassato ma pronto alla fuga o all'attacco. Mi sono...ci siamo persi tra strade in collina, tra i vigneti e il fiume...o i fiumi.