Utenti connessi cada dia más freaky, pero siempre goreki
sabato, settembre 29, 2007

Mah. Poi ci sono i momenti in cui uno torna a chiedersi? Cos'è che volevo..? E certe volte si risponde 'ah, si, ma certo...' e si ricomincia a correre o a cercare o ad afferrare direttamente quel che cercavi. Ma certe altre, il più delle volte, non trovi altro che il vuoto, pneumatico, uno spazio indistinto scuro scuro e nebuloso in cui finisci per non addentrarti per comodità o paura.

Eh.

E oggi piove e ho solo voglia di starmene in casa a bere infusioni e navigare in internet, finalmente.

 

postato da: goreka alle ore 12:31 | link | commenti (6)
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giovedì, settembre 27, 2007

Ogni tanto mi rileggo 1984 e torno per un istante alla realtà. Magari cambio lingua, questa volta in catalano. L'effetto è sempre lo stesso.  L'informazione ha uno scopo ben preciso, e in nessun caso questo scopo è informare.  Ci ho messo 10 anni a capire che, in fondo, informazione e istruzione sono lo stesso business. Ma nessuna scoperta, nessun pensiero, nessuna idea, nessuna opinione viene dallo studio nè dai personaggi che hanno popolato la mia storia di studente. Nessuna in assoluto. Adesso mi rendo conto che questo non è triste: è semplicemente fantastico. Penso: meno male! Penso anche: e che me ne faccio? 

Eh.

Ripenso alle breaking news, ai tg delle 20.00, ai telediarios delle 21.00 e sono sempre più convinta che è tutto uguale. Perfino il contenuto delle notizie è lo stesso, ma quello in cui più si assomigliano è il fine. Sottomettere, distrarre, convincere che il punto di vista privilegiato è di tutti, ripetere le stesse cose all'infinito, a tutte le ore, in tutte le salse, creare un 'noi' di fronte a un principio etico umano inappellabile che come un blob si estenda a principi meno etici e meno umani ma in ogni caso inappellabili (come la frode, o il furto dello stato, o la discriminazione), un 'noi' che sappia tacere, anzi annuire soddisfatto, mentre i prezzi delle case salgono alle stelle e non c'è una legge che controlli il mercato e la proprietà immobiliari e nemmeno qualcuno che possa comprare. Perchè dimenticarsi che sei uno stipendiato da 800euroalmese con il mutuo da 900euroalmese e pensare che sei 'noi' sicuramente è più facile, soprattutto se Alonso vince il GP o il BarÇa una partita. Naturalmente, il tutto in diretta tv.

 

postato da: goreka alle ore 19:07 | link | commenti (3)
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Pensavo alla giustizia.

Ci pensavo perchè noi lavoriamo con le banche e coi morosi. Non dovrei dirlo, forse. Comunque c'è di mezzo la giustizia. In questo paese (quello dove vivo e quello per cui lavoro, che in realtà sono due diversi ma sotto quest'aspetto, e molti altri ancora, sono uguali) la gente non ha alcun pudore nè timore della legge. La ley. No es más que una palabrita. La giustizia. Puah.

Qualcuno si intestardisce ancora a formulare giudizi e leggi e condanne in base a criteri 'etici'. ma le leggi non servivano a regolare la società? Da cosa si misura l'utilità di una legge? Dall'incidenza che ha sul fenomeno che pretende di controllare, o sbaglio? O dall'aderenza a un principio superiore? La seconda.

Ma i príncipi vincono sempre, forse, pure se gli bruciano le foto in piazza, i princípi sicuramente no.

postato da: goreka alle ore 15:54 | link | commenti (2)
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giovedì, settembre 06, 2007

Ho evidenti e seri problemi nel gestire tutti gli stati emozionali. Sono fermamente convinta che la soluzione non stia nel litio ma nella volontà, la mia.

So che non ho perso niente, ne ho la certezza. Neanche metto in conto la possibilità della brutta sorpresa, al ritorno, che non so neppure quando è, o quando potrebbe essere.

Intanto qualcosa farò, probabilmente domani, o domenica. Ma resisterò, posso essere forte e avere pazienza e fiducia. Fiducia. Stavolta ci credo.

Niente litio ma qualcosa dovrò pur fare. Domani, credo.

 

postato da: goreka alle ore 23:33 | link | commenti (7)
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mercoledì, settembre 05, 2007

postato da: goreka alle ore 16:25 | link | commenti
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martedì, settembre 04, 2007

..e i racconti di mia nonna? Perduti per sempre?

Mi ricordo il panbagnato con lo zucchero...che la prima volta che sentíi dire 'se non è zuppa è pan bagnato', da una profe che mi interrogava, impreparata e arrampicandomi su improponibili sculture di specchi, l'unica cosa che riuscii a pensare fu il sapore umido dello zucchero che si faceva glassa e la mantellina rosa, e quasi mi venne da piangere ma dell'interrogazione non mi importava niente. Che un 8 ti serve a poco se poi ti dimentichi chi sei. Metto da parte un sacco di ricordi, o almeno tutti quelli che riesco a ricordare adesso, che non sono molti e non sono dettagliati, li metto da parte, come l'odore di ragù e di pasta fresca che invade tutta la casa o le caramelle che piovono dal pergolato e il cane che abbaia o i voli per le scale e la pastina che non volevo mangiare, li metto da parte con tutte le lacune e tutto l'affetto e l'indulgenza che il gioco della memoria consente, come gli zoccoli volanti o le partite di pallone nel soggiorno o i salti sul letto di mamma o le carovane nella macchina vecchia in garage che ancora aveva l'acqua per i tergicristalli. Li metto da parte, come le bugie de las que sólo te enteras al final, y nunca entiendes por que no te lo dijeran antés.

postato da: goreka alle ore 11:45 | link | commenti (2)
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