Utenti connessi cada dia más freaky, pero siempre goreki
giovedì, gennaio 24, 2008

Stavo placidamente ascoltando il Bolero di Ravel in una maestosa interpretazione di non so che orchestra piena di trombe e tromboni e riflettendo attentamente su come il dono della memoria si sviluppi in maniera inversamente proporzionale al suo utilizzo. Almeno in me. 

Me= soggetto + verbo + predicato essenziale.

 E insomma, ero lì seduta alla mia scrivania che guardavo passar le ore e i minuti, perfettamente consapevole di ciascuno di essi, quando la mia collega comincia la rassegna stampa della giornata.

C'è da dire che nelle giornate meno fortunate il racconto comprende episodi nostrani (españoles, ndr) di cronaca rosa, cronaca nera, vita politica e vite di politici, una breve incursione in economia e finanza, le notizie pubblicate sui giornali internazionali sulla sorte dell'impresa, cotilleo su vecchi e nuovi colleghi, il cambio di stile di quello, i chili in più di quell'altro, il taglio di capelli lesbo di una, il cambio di sesso d'un altro. In conclusione, tutta quella serie di amenità da ufficio pubblico che ti distraggono in un momento imprecisabile  tra il 60 e l'1 e ti fanno contare fino a 99 finchè il colpo di timpani ti ricorda che la sinfonia finisce e i minuti pure. 

Nei giorni di buona sorte, la rassegna è accompagnata da commenti e forum di discussione improvvisati con i colleghi delle scrivanie vicine che si accalcano sulle nostre rotolando sulle nostre belle poltrone blu con schienale reclinabile.

Nell'ultima che ricordo, le urla della folla inferocita si confondevano con le trombe del Bolero regalandomi la piacevole sensazione di vedere la calca dall'esterno invece di trovarmi nel bel mezzo del ciclone, come naturalmente era. Ma quando ho sentito la tromba urlare 'clemente clemente' 'italia' 'parlamento' 'vergogna' non ne ho potuto più.

Ho mandato tutti ai loro posti indicando ogni scrivania col braccio teso e l'indice accusatore, ho distribuito pratiche da lavorare come fossero compiti di punizione e usato una di quelle frasi  a effetto che usano i capi per mortificare gli impiegati: e che cazzo, sembra proprio d'essere in senato.

 

** 'E che cazzo' non l'ho detto per davvero, l'ho solo pensato. Cazzo se l'ho pensato.

 

postato da: goreka alle ore 20:17 | link | commenti (1)
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domenica, gennaio 20, 2008

Devo aver sbagliato a pensare che non bisogna prendere decisioni in fretta. ma a questi sbagli si pone soluzione in fretta.
postato da: goreka alle ore 13:22 | link | commenti
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mercoledì, gennaio 16, 2008

Si suppone che debba scrivere qualcosa.

Ma è un giorno come tanti, neanche dei migliori. Un nodo alla gola e nuvole in testa, e intanto uno in più, o uno in meno.

 

postato da: goreka alle ore 18:21 | link | commenti (1)
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sabato, gennaio 12, 2008

Un americano ha preso il mio libro preferito e ne ha fatto un film con la colonna sonora di Shakira.

Cosa si deve sopportare, a questo mondo.Forso scopro un origine dell'ateismo: pigrizia e stanchezza.

Me lo ricordo come se fosse adesso e forse il ricordo unisce momenti differenti e li mischia con momenti mai vissuti, in fondo è stato tanti secoli fa: i sedili in fondo a un autobus pieno da napoli a non so dove, occhi verdi hechiceros y encantadores, abbracci come non ho mai più ricevuto, discorsi appassionati, calore e poche parole: 'devi leggere questo libro, poi aspettami'.

Non aspetto, perchè chi vive aspettando dimentica cosa, ma grazie, per tutta la vita.

postato da: goreka alle ore 13:22 | link | commenti (2)
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giovedì, gennaio 10, 2008

 

Ridicolo.

Tutto suona ridicolo, adesso.

La rabbia, il rancore, il desiderio che tutto si traformi in 'è andata meglio così, ho avuto ragione'. L'aver ragione una volta per tutte, una volta su tutti. Sbagliare, sin más, e non aver voglia nè coraggio nè onore di ammetterlo, di guardare in faccia la realtà.

La realtà è che non sono sola, io.

 

 

 

postato da: goreka alle ore 00:12 | link | commenti (2)
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venerdì, gennaio 04, 2008

 

Internet è un atto di fede.

 

postato da: goreka alle ore 00:20 | link | commenti (1)
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