..migas y pestañas..
Vabbè, diciamocelo: io lavoro per un'impresa che offre servizi. Un'impresa di servizi che si rispetti è dotata di un (efficiente) servizio telefonico di attenzione al cliente disponibile le 24ore del giorno. Diciamocela proprio tutta: il call center della mia impresa fa acqua da tutte le parti: operatori che si contraddicono tra di loro, attese telefoniche con sottofondi pop musicali, risponditori automatici con improbabili opzioni da digitare comodamente sulla tastiera del telefono, ma non ci chiami dal cellulare che se no non funziona. Chiami a roma, ti rispondono da milano. Se ti rispondono. Insomma, un call center con tutti i crismi, un call center vero! Diciamoci pure che, a pensarci bene, probabilmente in italiano si dice '24su24hh' e che rischio di fare la figura della guiri nel mio prossimo viaggio in italia, parlando strambe traduzioni dal castigliano, dall'italiano e dall'inglese, ma quello che sicuramente non rischio è avere problemi col biglietto di Trenitalia, che ha un call center che a chiamarlo call center lo offendi. Cronodinamica di un biglietto:
L'altro ieri: a lavoro compro un biglietto per il treno roma-pg, ricevo immediatamente una mail con tutti i dettagli e la fattura, mail che dimentico parcheggiata lì perchè da giovedì stesso sono in ferie.
Oggi: mi ricordo che domani parto e cerco la mail con il biglietto di trenitalia. Stupida: ce l'hai nella mailbox del lavoro, alla quale non avrai accesso fino al 5maggio ei fu siccome immobile etc etc. Et cetera.
Oggi, un pò più tardi: ideona! posso accedere all'area clienti riservata del sito con i dati che mi hanno inviato quando mi sono iscritta. Alla mail del lavoro. Tse. Dato il mortal sospiro etc etc. Et cetera.
Oggi, molto più tardi: SOLUTION! Mo' chiamo il call center di trenitalia e mi sapranno dire come recuperare i miei dati. Hanno un numero per chiamare dall'estero, magnifico.
Neanche due squilli e mi risponde un'operatrice. Quello che più mi colpisce è che non si presenta. Non dice trenitalia buongiorno sono bice come posso aiutarla? Quando chiamando al call center ti chiedono 'come posso aiutarla?' è una domanda retorica, in realtà si anticipano perchè sanno già che non ti potranno aiutare se non a gonfiare la bolletta telefonica. Ma Bice no, non sta lì a perdere il mio tempo elucubrando sulle possibilità che ha di rendermi un servizio utile, Bice mi chiede subito la mia user id.
Cara Bice, se sapessi la mia user id non ti chiamerei! Ma Bice non si scoraggia e mi chiede l'indirizzo email. Quello si che lo so! Mi sento felice e trionfante, fuori c'è il sole e Bice recupererà i miei dati d'accesso all'area clienti riservata così io potrò recuperare il mio biglietto! Giubilante sillabo tutto l'indirizzo lettera per lettera e qui c'è la sorpresa: 'è il biglietto roma perugia? Mi dica un indirizzo email che glielo invio adesso.'
Oggi, in questo momento: durata della telefonata: 3minuti. Risultato della telefonata: biglietto + fattura nella mia email personale.
Quickly and effective, hit&penetration, no abandon rate, attitude&compliance.
Io voglio Bice* nel mio call center!!!
Buon viaggio.
*Nome di fantasia. Proprio come Nunzio, quello del 5maggio.
..eppure io il principe azzurro che sognavo da bambina l'ho trovato. E suono pure il flauto traverso, come sognavo da ragazzina.
Cerco un po d'africa in giardino tra l'oleandro e il baobab / come facevo da bambino ma qui c'è gente non si può più / stanno innaffiando le tue rose non c'è il leone chissà dov'è
Buona liberazione.
Oggi è Sant Jordi e a barcelona oggi si regalano rose e libri. Ieri mi è successa una cosa che non mi succedeva da anni: gironzolavo tra bancarelle di libri e una copertina mi ha chiamato. Mi sono emozionata e finalmente ho comprato un libro con mucha ilusión. Mi sono emozionata pure perchè ogni volta che a barcelona vedo rose e libri mi ricordo di E. che nella sua tesi aveva tradotto 'san giorgio e il mostro' invece che 'san giorgio e il drago' e ci rideva su tutta isterica per la seduta di laurea, chè ci andammo tutti insieme con la valigia verde perchè subito dopo lei partiva per barcelona..Ma è stato proprio un sacco di emozioni fà. Oggi, invece, plaça catalunya era stracolma di bancarelle di rose, un mare di rose, una piazza di rose, che esci a prendere un pò d'aria e ti ritrovi a respirare petali rossi, gialli, rosa e blu con fiocchetti e carta colorata. Io ho ricevuto solo un lecca lecca a forma di rosa. E me lo sono pure mangiato. E, la verità, sapeva di rosa.
Oggi comunque non è stata una gran giornata, chè pure se c'è il sole col cielo blu e le rose e finalmente è primavera sono stanca e mi sveglio male e oggi ancora di più. Oggi 23 aprile intendo. A un anno da un tentativo. Un anno di niente, ma di niente al plurale, di tanti niente. Chè se li metti tutti insieme ci puoi fare una gran mongolfiera con tutta l'aria calda di parole evaporate e promesse sfumate e progetti volatilizzati. Tanti niente, tanti tutti assieme chè se ti svegli una mattina e pensi: 'penso, dunque sono' finisci per pensare 'penso, dunque (sono) niente'. Chè quando andavamo a mollerussa al mercato medievale l'aria era densa e le nuvole gonfie di pioggia però dalla carretera si vedeva una mongolfiera vicina vicina, vicinissima, e mi ricordo che ho pensato proprio così: 'ma guarda tu che grande dev'essere una mongolfiera, quanta tela per contenere tanta aria, tanto niente'.
E niente. Buon Sant Jordi.
Ultimamente soffro episodi di insonnia. Mi stanco molto durante il giorno e ho la coscienza più pulita di un lenzuolo bianco. Eppure all'improvviso spalanco gli occhi e ya, sveglia. Stanotte mi ha svegliato un dolore ma mi pare sia stato solo un caso. Ascolto musica balcanica e la collega slovena mi ha promesso un cd di Bregovic. Solo dopo aver scoperto che suo marito e il mio fanno la stessa cosa nella vita. Ma forse anche questo non è altro che il caso.
Il flauto suona bene, adesso. Suona da solo e la mappa concettuale che avevo costruito per le dita si sposta lentamente ma sospettosamente verso l'antica ed eterna idea di corde e archetto.
Sono contenta di andare in Italia qualche giorno.
Il piano è:
- una settimana con gli sloveni, a barcelona;
- un ven e un sab interamente dedicati a me stessa, anche se potrei non esser più capace..ma comunque punto e virgola;
- tre giorni tra roma, perugia, pisa
- tre giorni in sardegna
- una domenica interamente dedicata al riposo;
- ritorno a barcelona e pianificazione dell'estate en plan nomada.
Buon lavoro. Ma intanto oggi studio.
Non ho visto nessuno andare incontro a un calcio in faccia 
Ed è vero ma è anche vero che uno non si vede da fuori, non si può separare da se stesso. Stessa, o una. Chè, hai mai contato una due e tre? Eh. E no. Eh, no. Uno. Come è vero che ci sono quelle persone che non scorderai mai, ostinata, come te nessuna, nel custodire il ricordo col balsamo di qualche canzone e lo scrigno vellutato della scatola delle fotografie. Come è vero che di quella persona non hai neanche una foto...solo un bottone, solo qualche ritaglio di giornale, la sensazione incollata alla pelle per sempre delle pareti fredde e umide pure in una mattina d'estate. Come è vero che è sabato pomeriggio e io sono qui rinchiusa davanti a tre dico tre pc. Come è vero che niente mi riporterà a Napoli. Ma neanche a lui.
Mi sento meglio. Ho buttato un paio di pantaloni di quando andavo all'università e mi sento meglio. Segno la fine definitiva (ma definitivo non vuol dire 'senza fine'?..dico etimologicamente..vabbè...però una fine senza fine è proprio la fine. Aporia risolta. Punto e chiusa parentesi) della mia epoca diogene. Finalmente (=alla fine) suona anche il DO grave e mi sento meglio. Ho scoperto il mondo alla rovescia io, con un criterio antropologico che andava dall'esterno verso l'interno: non cercavo l'interesse per l'altro e l'altrove, cercavo l'altro e l'altrove perchè mi sebravano interessanti. Dice: e perchè non ti dedichi a quello che hai studiato.. dico: e perchè in fin dei conti già lo faccio, senza che sia un lavoro. È perchè ho studiato la vita, in fondo, in conclusione, in fin dei conti, alla fine che dir si voglia. È perchè vivo e metto in pratica quel che ho studiato. Che non abbia una remunerazione in termini economici non vuol dire che non mi ci dedico, in fondo un lavoro serve per mangiare e pagare le fatture ma poi, alla fine...
Doveva essere un post sul meglio ed ha finito per essere un post sulla fine. Che poi, alla fin fine, è meglio.