Utenti connessi avverbi di tempo | cada dia más freaky, pero siempre goreki
domenica, luglio 06, 2008

...cos'è dunque che ci lega ai luoghi? L'odore di legno secco degli armadi chiusi per anni? Le foto antiche che prendono consistenza nella stoffa dello stesso vestito? Il tatto o l'olfatto ricordano più che la mente? Il ricordo del suono d'uno strumento smarrito? Forse. E intanto richiudo il vecchio armadio e penso cose vecchie e nuove e che tutto cambia e che una casa è una casa mentre le persone, invece..solo foto rimangono? Solo le persone? Le voci lontane che ti sembrano sempre uguali ma nel tempo son cambiate pure loro, lì, all'altro capo lontanissimo del filo del telefono? Cosa rimane se non vuoi?




Dice: che brutta la foto che hai messo. Sembra che hai gli occhi brutti e invece li hai belli. Mah dico. Occhi stanchi? Chissà, forse.

postato da: goreka alle ore 10:34 | link | commenti (1)
categorie: io , avverbi di tempo
giovedì, luglio 03, 2008

Ci sono giorni che se riesco a evitare tutti gli specchi posso vedermi in quelli veri, quelli che ti guardano con occhi lucidi di ammirazione o con la bocca aperta di sorpresa o tendendoti la mano pieni di riconoscenza o salutandoti con un bacio a schiocco tutti i santi giorni. E insomma, mi sa che sono una bella persona, come si usava dire tempo fa. E così evito lo specchio e mi sento bene lo stesso pure se sento che la gonna non è in perfetto ordine e figuriamoci poi i capelli o il trucco che me lo sento proprio che è tutto sceso sotto agli occhi modello panda. Ma tanto. Ma tanto faccio cose, penso cose, dico cose. Ma tanto intanto sono qualcosa e qualcuno lo sa, aunqué no sepa bien bien qué. Prova a comprarmi con la cioccolata ma gli dico che non basta e allora demorde. Che peccato. Con lo que me gusta a mí, la cioccolata. Ma forse davvero non era abbastanza. E forse non c'era bisogno di dire e non s'è detto che tanto m'ha comprata già, tempo fa, con questa specie di tango di parole e una rosa rossa immaginaria donata con le mani vere che pure non si sfiorano e però...e però gli occhi e però non ti dico e però mi nascondo e però ti cerco e però chiamami e però non ti rispondo e poi però ti chiamo e però è troppo lungo tutto sto tempo da aspettare. Quanto mi vuoi far aspettare? Io non voglio far aspettare te, voglio aspettare e basta. Aspettare che? Ma perchè ci dev'essere sempre un complemento oggetto? Perchè c'è, pure se non si dice. Voglio aspettare le parole le mani gli occhi la rosa vera che vuoi aspettare? Una cena e tanta gente e scusami ma scappo via che ho paura e non voglio sfidare la vita e chissà cos'è tutto quel che ho e però intanto vado e tu vuoi seguirmi? Vuoi? Tu? Seguimi, seguimi. Seguimi, venga con me. E no no no, non vengo no. Vada lei.
postato da: goreka alle ore 19:38 | link | commenti (1)
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo
mercoledì, luglio 02, 2008

..e proprio perchè sono tutti uguali, forse, non voglio lasciare niente a nessuno. Tutto a me, tutto per me. C'è quella scena di Amélie dove il bambino per raccogliere tutte tutte le biglie alla fine le perde perchè si rompe la tasca troppo piena...io sono così, e mi sento continuamente come se la tasca fosse sul punto di rompersi eppure non riesco a smettere di raccogliere biglie, un'altra e un'altra ancora. Tutto a me, tutto per me. Lascio che non ci sia spazio per niente. Neanche per capire. Nada bueno nada nuevo.

postato da: goreka alle ore 21:50 | link | commenti
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo
sabato, giugno 28, 2008

La foto ha fatto da ispirazione al commento al post precedente. Merita, se non altro per aver barattato una cena e due fiori con un rene.


 


 

postato da: goreka alle ore 04:02 | link | commenti (1)
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo
venerdì, giugno 27, 2008

L'anno a cui sono più affezionata, per ora, è il 2005. E sono un pò preoccupata perchè adesso non mi sta funzionando il tasto suprimir il chè significa che bisogna andare alla fine di tutto, mentre rileggi, se vuoi cancellare qualcosa, e tornare indietro. Significherà qualcosa? Si, che ho perso la mano con windows. Bye bye uncle Bill. ¡Toma! E ora la cinica torna a nascondersi nella tasca della felpina verde col gatto e torna a scrivere l'incrollabile sentimentale che ascoltando head over feet cerca significati reconditi e segni e segnali nell'ora del cellulare o nei colori del semaforo.


Dicevo.


È stata una bella giornata. In fondo. Si dice in fondo perchè si può dire solo in fondo alla giornata che è stata una bella giornata. In compenso non è affatto un bel periodo. Ma tanto. Ma tanto ripenso un attimo al 2005, che non sembrava per niente un bell'anno e poi però all'improvviso ha preso tutta un'altra piega ed ha finito per essere un anno pieno di momenti duri e decisioni difficili ma anche un anno di chiusure, di viste dal fondo, dalla fine del testo quando stai decidendo cosa cancellare e visto dal 2008 v'assicuro che è stato il miglior anno della mia vita. Per ora.


Ma se ti portano in un ristorante che si chiama indochina che ti devi aspettare?


Vado va, che ho accumulato il ritardo sufficiente per una diva.


 

postato da: goreka alle ore 20:43 | link | commenti (3)
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo
giovedì, giugno 26, 2008

 


Dopo un pò di anni è arrivato il momento di cambiare. Sin mirar atras.


 

postato da: goreka alle ore 01:03 | link | commenti (1)
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo
lunedì, giugno 23, 2008

È la notte più corta dell'anno e ne è passata quasi la metà.  Dunque a certe domande non si risponde anche se c'è risposta, no? E se la smettessi una volta buona di terminare ogni frase con un interrogativo forse mi sentirei più tranquilla, e non sempre sull'orlo di una risposta che non arriva perchè non possono esistere tante risposte quante domande se è vero che le domande sono infinite. E intanto fuori piovono botti e petardi a raffica che sembra capodanno, ma c'è da dire anche che mi sono stancata di avere risposte sparse nella borsa capiente e cercarne le domande qua e là mentre mi arrampico su una moto o scendo le scale antincendio per non aspettare l'ascensore.


E così, oggi, nella notte più corta dell'anno che sta quasi per finire, non mi chiedo niente e niente dico. S'aspetta domani. Si sta e si va. Così si sta..va.


 

postato da: goreka alle ore 23:52 | link | commenti (3)
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo

La curiosità uccise il gatto


La domanda è rosso fuoco e la risposta è blu.

postato da: goreka alle ore 19:44 | link | commenti
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo

e così la spagna ci ha vinto ai rigoriri. dite quel che volete ma avrei preferito una bella vittoria rotonda invece che farci parare due rigori e ancora dite quel che volete ma domani tocca andare a lavoro e io vivo in spagna, mi pare.


almieno il tempo pare sia più clemente stasera e sto per chiudere la finestra ché sento quasi fresco.


Has recibido un nuevo mensaje etc etc etc


Ma anche basta. Mi rendo conto che ho serie difficoltà a pensare a me stessa con serenità, e ancora una volta agirò da testa dura quale sono e probabilmente ancora una volta sbaglierò io. Sbaglierò. Ma bisogna provare.


Dice: è che io non riuscirei a parlare di me, mi sentirei senza protezione. Dico: protezione da cosa? E pensaci bene che poi mi rispondi. Che in fondo non c'è niente da nascondere se prima non hai deciso bene cos'è che fa male. E il problema è questo: che ancora non l'ho deciso nè capito, io, cos'è che mi fa male. Perciò venga quel che venga, che prima o poi lo dovrò sapere. Gli arti me li sento ancora tutti però.. , Niente è come sembra e molto poco cambia. Di tutti quelli che leggono questo blog forse oggi qualcuno capirà qualcosa in più, ma qualcosa di poco, o di poco conto, ché son sempre io e scrivo sempre così, che non si capisca nulla...


E buonanotte.


 

postato da: goreka alle ore 02:17 | link | commenti (3)
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo
mercoledì, giugno 18, 2008

Tu lo que estas viendo es un cerdo volando Provate a cantarlo velocissimo e poi ne riparliamo. I miei rapporti attuali con il bus 87 si riducono alle 3 scene seguenti: - io aspetto, lui non arriva - io mi accendo la sigaretta, lui arriva, quindi non salgo - io mi stanco di aspettare e vado a piedi. Per il momento questo è.
postato da: goreka alle ore 23:02 | link | commenti (2)
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo

Tu lo que estas viendo es un cerdo volando Provate a cantarlo velocissimo e poi ne riparliamo. I miei rapporti attuali con il bus 87 si riducono alle 3 scene seguenti: - io aspetto, lui non arriva - io mi accendo la sigaretta, lui arriva, quindi non salgo - io mi stanco di aspettare e vado a piedi. Per il momento questo è.
postato da: goreka alle ore 23:00 | link | commenti
categorie: barcelona, io , avverbi di tempo
sabato, giugno 14, 2008

Niente è per sempre. E probabilmente neanche la fine. No? Sarà ostinazione, ottimismo o dabbenaggine? Che male c'è a pensar bene? Ma soprattutto, chi dice che se c'è qualcosa di male faccia poi bene o viceversa? Chi dice, chi dice...qua l'unico che dice dice cose sgradevoli di quelle che non vorresti mai sentire. Ma intanto... Intanto stasera ristorante indiano in barceloneta e vediamo un pò che ci dice barcelona.
postato da: goreka alle ore 20:52 | link | commenti (1)
categorie: avverbi di tempo
sabato, giugno 07, 2008

Ricordo a Poto che qui è in buona compagnia, quella di Ghirigò. Oltre al Freak che pure se è rimasto a napoli (o dovunque sia, che io non lo so...) ogni tanto si affaccia e commenta in forma anonima ma inconfondibile.

Goreka poi è sempre Carmen, sempre a Barcelona e sempre presa dalla taranta. Ma ricordiamoci pure che la taranta è un palo del flamenco, quindi occhio. E si, continua a scrivere cose che non si capiscono ma secondo me e secondo lei va bene così. Non che siano d'accordo col giudizio estetico-letterario di Poto ma sono contente così, di quello che scrivono qua sopra prendendo spunto da parole sentite qua e là e pezzi di cuore che s'affacciano in gola alla rinfusa. E vi do un elemento vecchio ma rinnovato: la pluralità.

 

postato da: goreka alle ore 15:13 | link | commenti (1)
categorie: plurale, avverbi di tempo
giovedì, maggio 08, 2008

sembra una specie di depressione, sembra.
e allora ho pensato di suicidarmi con un pacco intero di caramelle gommose ascoltando manà mentre l'antivirus si aggiorna e sia fuori che dentro todo sigue igual.

Dice: a intercalari vai avanti. Dico: avanti e certe volte pure indietro. E nel mezzo, e al lato, e sopra e sotto.

Il futuro che fa paura non dovrebbe essere quello lontano ma quello di adesso. Il futuro adesso, tra cinque minuti, tra qualche persona, tra due racconti, nel prossimo bar, sul prossimo taxi.

Ruinas.... ¿no ves que por dentro estoy en ruinas?
Mi cigarro va quemando el tiempo,
tiempo que se convirtió en cenizas

 

postato da: goreka alle ore 18:26 | link | commenti (4)
categorie: avverbi di tempo

..è tardi, o è presto. È.

Eh.

devo scoprire cos'è che mi fa tornare sui passi. e ancora prima cos'è che mi spinge a camminare nella direzione opposta, quella che porta più lontano. E ancora prima, perchè le parole sono sempre le stesse e un bel giorno, o una bella sera, improvvisamente no, ce n'è di nuove, di antiche che tornano. E ancora molto, molto prima, perchè ormai neanche pensavo, semplicemente ammettevo, che tutto fosse uguale.

..e insomma, ci sarà da pensare.

 

postato da: goreka alle ore 07:29 | link | commenti
categorie: avverbi di tempo
mercoledì, aprile 23, 2008

Oggi è Sant Jordi e a barcelona oggi si regalano rose e libri. Ieri mi è successa una cosa che non mi succedeva da anni: gironzolavo tra bancarelle di libri e una copertina mi ha chiamato. Mi sono emozionata e finalmente ho comprato un libro con mucha ilusión. Mi sono emozionata pure perchè ogni volta che a barcelona vedo rose  e libri mi ricordo di E. che nella sua tesi aveva tradotto 'san giorgio e il mostro' invece che 'san giorgio e il drago' e ci rideva su tutta isterica per la seduta di laurea, chè ci andammo tutti insieme con la valigia verde perchè subito dopo lei partiva per barcelona..Ma è stato proprio un sacco di emozioni fà. Oggi, invece, plaça catalunya era stracolma di bancarelle di rose, un mare di rose, una piazza di rose, che esci a prendere un pò d'aria e ti ritrovi a respirare petali rossi, gialli, rosa e blu con fiocchetti e carta colorata. Io ho ricevuto solo un lecca lecca a forma di rosa. E me lo sono pure mangiato. E, la verità, sapeva di rosa.

Oggi comunque non è stata una gran giornata, chè pure se c'è il sole col cielo blu e le rose e finalmente è primavera sono stanca e mi sveglio male e oggi ancora di più. Oggi 23 aprile intendo. A un anno da un tentativo. Un anno di niente, ma di niente al plurale, di tanti niente. Chè se li metti tutti insieme ci puoi fare una gran mongolfiera con tutta l'aria calda di parole evaporate e promesse sfumate e progetti volatilizzati. Tanti niente, tanti tutti assieme chè se ti svegli una mattina e pensi: 'penso, dunque sono' finisci per pensare 'penso, dunque (sono) niente'. Chè quando andavamo  a mollerussa al mercato medievale l'aria era densa e le nuvole gonfie di pioggia però dalla carretera si vedeva una mongolfiera vicina vicina, vicinissima, e mi ricordo che ho pensato proprio così: 'ma guarda tu che grande dev'essere una mongolfiera, quanta tela per contenere tanta aria, tanto niente'.

E niente. Buon Sant Jordi.

 

postato da: goreka alle ore 19:13 | link | commenti (1)
categorie: barcelona, avverbi di tempo