..migas y pestañas..
...cos'è dunque che ci lega ai luoghi? L'odore di legno secco degli armadi chiusi per anni? Le foto antiche che prendono consistenza nella stoffa dello stesso vestito? Il tatto o l'olfatto ricordano più che la mente? Il ricordo del suono d'uno strumento smarrito? Forse. E intanto richiudo il vecchio armadio e penso cose vecchie e nuove e che tutto cambia e che una casa è una casa mentre le persone, invece..solo foto rimangono? Solo le persone? Le voci lontane che ti sembrano sempre uguali ma nel tempo son cambiate pure loro, lì, all'altro capo lontanissimo del filo del telefono? Cosa rimane se non vuoi?
Dice: che brutta la foto che hai messo. Sembra che hai gli occhi brutti e invece li hai belli. Mah dico. Occhi stanchi? Chissà, forse.
..e proprio perchè sono tutti uguali, forse, non voglio lasciare niente a nessuno. Tutto a me, tutto per me. C'è quella scena di Amélie dove il bambino per raccogliere tutte tutte le biglie alla fine le perde perchè si rompe la tasca troppo piena...io sono così, e mi sento continuamente come se la tasca fosse sul punto di rompersi eppure non riesco a smettere di raccogliere biglie, un'altra e un'altra ancora. Tutto a me, tutto per me. Lascio che non ci sia spazio per niente. Neanche per capire. Nada bueno nada nuevo.
La foto ha fatto da ispirazione al commento al post precedente. Merita, se non altro per aver barattato una cena e due fiori con un rene.
L'anno a cui sono più affezionata, per ora, è il 2005. E sono un pò preoccupata perchè adesso non mi sta funzionando il tasto suprimir il chè significa che bisogna andare alla fine di tutto, mentre rileggi, se vuoi cancellare qualcosa, e tornare indietro. Significherà qualcosa? Si, che ho perso la mano con windows. Bye bye uncle Bill. ¡Toma! E ora la cinica torna a nascondersi nella tasca della felpina verde col gatto e torna a scrivere l'incrollabile sentimentale che ascoltando head over feet cerca significati reconditi e segni e segnali nell'ora del cellulare o nei colori del semaforo.
Dicevo.
È stata una bella giornata. In fondo. Si dice in fondo perchè si può dire solo in fondo alla giornata che è stata una bella giornata. In compenso non è affatto un bel periodo. Ma tanto. Ma tanto ripenso un attimo al 2005, che non sembrava per niente un bell'anno e poi però all'improvviso ha preso tutta un'altra piega ed ha finito per essere un anno pieno di momenti duri e decisioni difficili ma anche un anno di chiusure, di viste dal fondo, dalla fine del testo quando stai decidendo cosa cancellare e visto dal 2008 v'assicuro che è stato il miglior anno della mia vita. Per ora.
Ma se ti portano in un ristorante che si chiama indochina che ti devi aspettare?
Vado va, che ho accumulato il ritardo sufficiente per una diva.
È la notte più corta dell'anno e ne è passata quasi la metà. Dunque a certe domande non si risponde anche se c'è risposta, no? E se la smettessi una volta buona di terminare ogni frase con un interrogativo forse mi sentirei più tranquilla, e non sempre sull'orlo di una risposta che non arriva perchè non possono esistere tante risposte quante domande se è vero che le domande sono infinite. E intanto fuori piovono botti e petardi a raffica che sembra capodanno, ma c'è da dire anche che mi sono stancata di avere risposte sparse nella borsa capiente e cercarne le domande qua e là mentre mi arrampico su una moto o scendo le scale antincendio per non aspettare l'ascensore.
E così, oggi, nella notte più corta dell'anno che sta quasi per finire, non mi chiedo niente e niente dico. S'aspetta domani. Si sta e si va. Così si sta..va.
e così la spagna ci ha vinto ai rigoriri. dite quel che volete ma avrei preferito una bella vittoria rotonda invece che farci parare due rigori e ancora dite quel che volete ma domani tocca andare a lavoro e io vivo in spagna, mi pare.
almieno il tempo pare sia più clemente stasera e sto per chiudere la finestra ché sento quasi fresco.
Has recibido un nuevo mensaje etc etc etc
Ma anche basta. Mi rendo conto che ho serie difficoltà a pensare a me stessa con serenità, e ancora una volta agirò da testa dura quale sono e probabilmente ancora una volta sbaglierò io. Sbaglierò. Ma bisogna provare.
Dice: è che io non riuscirei a parlare di me, mi sentirei senza protezione. Dico: protezione da cosa? E pensaci bene che poi mi rispondi. Che in fondo non c'è niente da nascondere se prima non hai deciso bene cos'è che fa male. E il problema è questo: che ancora non l'ho deciso nè capito, io, cos'è che mi fa male. Perciò venga quel che venga, che prima o poi lo dovrò sapere. Gli arti me li sento ancora tutti però.. , Niente è come sembra e molto poco cambia. Di tutti quelli che leggono questo blog forse oggi qualcuno capirà qualcosa in più, ma qualcosa di poco, o di poco conto, ché son sempre io e scrivo sempre così, che non si capisca nulla...
E buonanotte.